MONDRAGONE – Continua a destar polemiche la questione dell’ex comandante della Polizia Municipale, Antonio Di Nardo che, ricordiamo, dopo essere stato sospeso dal servizio per violazione del codice di comportamento, ha chiesto ai consiglieri comunali (e non si capisce perché invece non impugnare il provvedimento innanzi alle sedi competenti), di istituire una commissione consiliare di inchiesta sull’operato dell’ufficio dei procedimenti disciplinari.
A quando pare, la maggioranza sembrerebbe decisa a disattendere la richiesta del Di Nardo da più parti ritenuta irrituale ed irricevibile tanto più se si considera il fatto che in tal modo si introdurrebbe un precedente pericoloso mai visto prima.
Infatti da più parti si è convinti che il consiglio comunale non possa e non debba intromettersi nelle valutazioni e nei lavori di un organismo autonomo e indipendente qual’è quello rappresentato dall’ufficio dei procedimenti disciplinari.
L’ufficio dei procedimenti disciplinari è composto da Antonella Picano, Salvatore Catanzano, Mario Polverino, Davide Bonuglia, Eduardo Vignale. I consiglieri comunali di maggioranza, dunque, sembrerebbero convinti che aderire alla richiesta di Di Nardo potrebbe tradursi in un possibile avviso di ufficio in danno dell’ufficio dei procedimenti disciplinari.
Forse all’ex Comandante Di Nardo, converrebbe ricorrere nelle sedi giurisdizionali previste per Legge, anche perché non è certamente il Consiglio Comunale l’ente preposto a risolvere il problema. Diversamente si rischierebbe da parte del Consiglio Comunale, un intervento inusuale e quantomeno indebito.