Monitoraggio di Federconsumatori sulle liste d’attesa: ritardi inaccettabili e un progressivo definanziamento della sanità pubblica

Mercoledì 7 febbraio a Roma presso la Sala stampa della Camera dei Deputati la Federconsumatori in collaborazione con Fondazione Isscon e con il contributo dell’Area Stato Sociale e Diritti CGIL ha presentato il report “La salute non può attendere – Monitoraggio sulle liste di attesa” nelle singole regioni. Nel dossier si va da un’attesa di 118 giorni in classe di Urgenza (72 ore) a 403 giorni in classe D (60 giorni) per un elettrocardiogramma, mesi e mesi, 400, 600 e più, quindi anni, per molte visite specialistiche come quella cardiologica, endocrinologica, oculistica. Si arriva a 482 giorni per una mammografia bilaterale programmabile (che dovrebbe richiedere 120 giorni). Tempi di attesa così inammissibili costringono i cittadini a pagare di tasca propria e rivolgersi alla sanità privata. O a rinunciare del tutto alle cure (accade per 4 milioni di persone pari al 7% della popolazione). “La sanità pubblica in Italia vive una condizione estrema difficoltà – si legge nel report – da cui appare impossibile uscire senza un concreto cambio di rotta, che però non appare imminente. Anche la Legge di bilancio 2024-2026 prosegue nel progressivo definanziamento del servizio pubblico con risorse che non saranno sufficienti neanche a coprire gli effetti dell’inflazione e dovrebbe coprire i rinnovi contrattuali del personale sanitario e le ulteriori nuove spese vincolate: ciò significa che le Regioni avranno meno risorse a disposizione rispetto a quelle di ieri già insufficienti. Allarmante il rapporto tra Fondo Sanitario Nazionale e PIL che, dal 6,3% del 2024 scende ulteriormente fino al 5,9% nel 2026”. Il monitoraggio, di cui sono stati presentati i primi risultati, nasce dalla necessità “di stimolare i decisori politici a investire sul Servizio Sanitario Nazionale, denunciando gli effetti negativi del disimpegno sulla condizione di salute delle persone, mettendo in evidenza l’estensione del fenomeno, ormai di portata nazionale”.Il quadro delineato mette in preoccupante evidenza criticità che richiederebbero risposte adeguate, anche per arrestare il travaso di fondi pubblici al privato che alimenta il mercato delle prestazioni sanitarie a discapito della presa in carico della persona.

Investire sul personale con nuove assunzioni è l’unico modo per affrontare il problema delle liste di attesa, ma per questo problema si promuove invece la sanità privata.