Morte Diallo Thiana, udienza rinviata all’8 giugno 2022. A.I.F.V.S ODV parte civile, il presidente Alberto Pallotti: “Noi personificazione della tutela della vita nei processi

Comunicato Stampa 13/10/2021
Morte Diallo Thiana, udienza rinviata all’8 giugno 2022. A.I.F.V.S ODV
parte civile, il presidente Alberto Pallotti: “Noi personificazione
della tutela della vita nei processi”
PESCARA. Nella mattinata di lunedì 11 ottobre 2021, l’Associazione
Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV ha preso parte alla prima
udienza dopo il rinvio a giudizio del Gup Giovanni De Rensis, in
relazione al processo per la morte di Diallo Mamadou Thiana. L’assise
pubblica ha avuto luogo presso il Tribunale di Pescara in composizione
monocratica, dinanzi al giudice Virginia Maria Libera Scalera.
LA RICOSTRUZIONE – L’imputato, Jonathan di Domizio, alla guida di un
autocarro Fiat Ducato, stava viaggiando ad una velocità compresa tra i
60 e gli 80 km/h sulla Catignano-Civitacquana, nella notte tra il 9 ed
il 10 luglio del 2019. Erano le 23:40 quando Diallo Mamadou Thiana stava
transitando sul margine destro della strada e fu investito, finendo tra
i rami dove, a causa delle numerose e gravi lesioni riportate, esalò
l’ultimo respiro. Il corpo della vittima venne ritrovato esanime alle
ore 15:30 del luglio. A carico di Di Domizio, l’accusa di violazione
delle regole imposte dal codice stradale, poiché risultava al cellulare
nell’ora in cui si venne a verificare all’accaduto, oltre all’omissione
di soccorso (secondo le indagini condotte dai carabinieri, l’uomo, dopo
l’accaduto, si recò sul posto due volte, per poi darsi alla fuga).
Riversati sul manto stradale, poco dopo l’impatto, voi erano lo
specchietto retrovisore dell’autocarro, il borsello di Diallo e diversi
frantumi.
“Registriamo il rinvio all’8 giugno del 2022, alle ore 12:00 – afferma
l’avvocato dell’A.I.F.V.S. ODV, Walter Rapattoni -. Nell’occasione
verrano ascoltati i primi cinque dei quindici testimoni ammessi dalla
Procura. Ho richiesto il controesame di tutti i testimoni delle altre
parti, l’assenso a riguardo dell’imputato e la riserva di produzione
documentali. La difesa dell’imputato si è riservata di produrre una
perizia tecnica. I parenti della vittima sono stati risarciti ed è stata
ritirata, da ognuno di loro, la costituzione come parte civile”.
“La nostra associazione ha ottenuto un nuovo importante riconoscimento,
ancora una volta è stata riconosciuta come portatrice di un interesse
generale a tutela della vita – afferma il presidente dell’Associazione
Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, Alberto Pallotti -. E’ un
ruolo in cui ci ritroviamo profondamente e su cui abbiamo strutturato
tutto il lavoro svolto dal primo giorno di attività su piano nazionale e
locale. Cercheremo di far emergere la verità e chiederemo quella
giustizia che troppe volte è stata negata nei Tribunali italiani. Non ci
piegheremo dinanzi alle offerte risarcitorie che hanno il fine ultimo di
eliminarci dal procedimento come parte civile e lo seguiremo, passo
passo, sino alla fine, nel rispetto di chi non c’è più e che non può
difendersi”.