Pubblicità elettorale

Pubblicità elettorale

Movida. Verdi. Inutile criminalizzare la movida. La violenza di questi giorni è figlia del disinteresse verso le baby gang composte prevalentemente da figli di pregiudicati che hanno avviato faide da portare a termine nei luoghi più frequentati

Movida. Verdi. Inutile criminalizzare la movida. La violenza di questi giorni è figlia del disinteresse verso le baby gang composte prevalentemente da figli di pregiudicati che hanno avviato faide da portare a termine nei luoghi più frequentati. Dare ascolto alla protesta dei giovani napoletani che hanno manifestato fuori la Prefettura. Rilanciare protocollo Mille occhi sulla città
“Non è giusto criminalizzare la movida per colpa dei delinquenti che sfogano la loro violenza nelle ore e nei luoghi destinati al divertimento perché sono persone che si comporterebbero così anche in altri posti e in altri momenti della giornata”.


Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale Marco Gaudini, per i quali “l’aggressione nella villa comunale di Napoli ai danni di una sedicenne è solo un esempio che conferma il clima di violenza che s’è creato, soprattutto tra i giovanissimi e, purtroppo, la questione continua a essere sottovalutata dalla Prefettura alla quale rinnoviamo l’appello per convocare subito una riunione monotematica del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che metta al primo posto la questione delle baby gang da contrastare in modo serio e strutturale”.


“Quel che è successo sabato conferma che ormai le baby gang composte prevalentemente da figli di pregiudicati sono ormai una sorta di scuola per i futuri camorristi e, tra le “lezioni”, ci sono anche le faide tra i diversi clan e i regolamenti di conti si fanno nelle strade della movida anche per riaffermare la loro forza” ha aggiunto Borrelli per il quale “tra le iniziative da programmare per garantire maggiore sicurezza in città e rispondere all’affondo delle baby gang che va ad aggiungersi alla violenza dei clan e della microdelinquenza, si potrebbe pensare anche di rilanciare il protocollo d’intesa “Mille occhi sulla città” che prevede la collaborazione degli istituti di vigilanza nella gestione dell’ordine pubblico”.
“Il protocollo d’intesa, promosso da Anci e Ministero degli interni, è stato firmato anche a Napoli, ma va rilanciato, ampliando magari il numero degli istituti di vigilanza partecipanti” ha continuato Borrelli per il quale “si potrebbe pensare anche a qualche forma incentivante finanziata dai gestori dei locali che devono essere i primi a volere maggior sicurezza per poter lavorare in piena tranquillità”.
“La parte sana della città, come dimostra il flash mob promosso dai tanti giovani sotto la Prefettura è pronta a fare la sua parte, ma c’è tanto da fare e serve la collaborazione di tutti” ha concluso Borrelli ricordando “la manifestazione tenutasi nei pressi della Prefettura per chiedere maggiore attenzione per la lotta alle baby gang e per la movida sicura”.
“Non è possibile che dobbiamo uscire la sera con la paura di essere accoltellati o sparati da orde di baby gang che operano indisturbate e impunite” hanno detto Gabriele Capobianco e Maddalena Orlanducci dei Giovani Verdi che hanno partecipato alla manifestazione, sottolineando che “proprio mentre era in corso il flash mob sotto la Prefettura, nella vicinissima piazza Trieste e Trento si è assistito alla scorribanda di decine di minorenni che, in sella ai loro scooter, in tre e senza casco imperversavano per l’intera area sotto gli sguardi attoniti di cittadini e turisti”.

 

 

Pubblicità elettorale

Pubblicità elettorale