Nadia Toffa, moltissima folla ai suoi funerali

I funerali di Nadia Toffa nel Duomo di Brescia sono stati officiati da don Maurizio PATRICIELLO, che da anni si sta combattendo per le terre dei fuochi, devastate dall’insorgere continuo del cancro.

BRESCIA – Alle 10.30 di oggi, venerdì 16 agosto 2019, le campane a Brescia hanno suonato a lutto, mentre tantissima gente – arrivata anche dalla Puglia, da Taranto – entrava in chiesa e altrettanta restava fuori perché non c’era più spazio. In chiesa tutti i colleghi de “Le Iene”. Il feretro è stato accolto dal parroco di Caivano (Napoli), Maurizio PATRICIELLO, simbolo della lotta nella Terra dei Fuochi con gli amici che hanno indossato una maglietta con la scritta “Jesche pacce pe te!”, in tarantino “Io esco pazzo per te” in un progetto benefico.

I funerali di Nadia Toffa nel Duomo di Brescia sono stati officiati da don Maurizio PATRICIELLO, che da anni si sta combattendo per le terre dei fuochi, devastate dall’insorgere continuo del cancro. Il riferimento spirituale della giornalista, che ha voluto che ci fosse lui in chiesa. All’arrivo della bara di Nadia Toffa, un applauso generale ed una grande commozione, alla presenza di amici, colleghi e persone che non la conoscevano, ma hanno condiviso il suo dolore a distanza per due anni. Diverse centinaia, forse migliaia, le persone radunate da questa mattina di fronte alla chiesa per assistere ai funerali della conduttrice de “Le Iene”, scomparsa martedì, 13 agosto 2019, a soli 40 anni. Nadia Toffa era lontana da tutto, dalle luci della ribalta, dai fastidi della notorietà. Eppure era così vicina, alla Domus Salutis di Brescia: qui era ricoverata ormai da più di un mese, dal luglio scorso.

Quando le sue condizioni di salute si sono aggravate. Da quasi due anni, ormai, combatteva contro una terribile malattia, un cancro al cervello che purtroppo non le ha lasciato scampo. Si era diplomata al Liceo Arnaldo, poi laureata all’Università di Firenze. Ha cominciato a lavorare in televisione a Bologna, poi anche a Rete Brescia. Infine il salto a Mediaset, ormai un decennio fa nel 2009, alla trasmissione Le Iene. Prima soltanto inviata, si fa per dire, poi addirittura conduttrice. Ruolo che ha ricoperto, anche se saltuariamente, anche nell’ultimo anno e mezzo, da quando insomma si era ammalata. Il cancro è saltato fuori all’improvviso, nel dicembre del 2017. Nadia si è sentita male a Trieste, mentre era in trasferta per lavorare a un servizio. Sembrava un malore, niente di più.

Invece nascondeva un male terribile. Combattuto con coraggio e con la forza di leonessa, appunto. Una storia che è finita anche su un libro, “Fiorire d’inverno”, pubblicato solo pochi mesi fa. Don Patriciello si è rivolto più volte dal pulpito ai genitori di Nadia Toffa durante i funerali. “Niente toglie il dolore di Margherita e Maurizio, ma non pensate che sia inutile, perché quando lo portiamo insieme pesa sempre di meno”. Ma ha anche ricordato anche ciò che ha reso la giornalista così amata. “Nadia ha urlato che Dio non è cattivo, infatti è amore. E ci ha detto di non sentirci soli”. E ha lanciato un appello: “Ritorniamo ad essere umani.

Lasciate stare i muri, prima o poi cadranno”. Sono tante le cose che Nadia Toffa ha imparato durante la sua malattia. “Nadia ci ha detto che la preghiera è un abbraccio. Nadia è morta? Questa è una menzogna. Noi siamo vivi e lei è morta? Questa è una menzogna”. E poi si è rivolto di nuovo ai genitori: “Distraetevi un attimo e lasciatemi parlare ai genitori di questa giovane”. E quindi ha proseguito: “La bara è brutta, soprattutto quando è bianca. Le dicevo di essere stanco di vedere bare bianche all’altare. Non pensavo che avrei ritrovato anche lei in una bara bianca”. Ma quella bara non è tanto diversa da quella culla in cui 40 anni fa l’hanno accolta: “La culla dice gioia. Guardate bene quella bara: culliamola anche ora”.

CIAO NADIA, AMICA DI TUTTE LE PERSONE PERBENE.