Napoli, AORN Cardarelli. Il Direttore Generale con dati alla mano difende la professionalita’ dei 3mila dipendenti

In questi giorni, da più parti, si sta cercando di rappresentare la condizione del Cardarelli come “drammatica”, se non peggio addirittura da “guerra civile”. Lo schema è sempre lo stesso: una telecamera nascosta, qualche sconosciuto che racconti qualcosa ad effetto per sentito dire e le immagini di barelle nell’area dell’emergenza che improvvisamente viene trasformata in un non meglio identificato “reparto”.

L’idea è che, per alcuni, la sanità sia sempre più considerata “arma”  per lo scontro e sempre meno un bene al servizio dei cittadini. Da direttore generale non ho intenzione  di affrontare questioni che non competono al mio ruolo, ma di certo ho il dovere di difendere il lavoro   dei dipendenti che rappresento. Oltre tremila le donne e gli uomini che, con sacrificio e  professionalità, tengono testa ogni giorno ad un lavoro cruciale per la vita di molti.

E ho il dovere di  chiedere scusa ai cittadini che rivolgendosi a noi con fiducia trovano una situazione logistica, in alcuni periodi, difficile.

Chi nel quotidiano fa informazione seguendo le vicende della sanità, sa bene che il Cardarelli è oggi un ospedale trasparente, un ospedale che vive le difficoltà di qualsiasi grande azienda chiamata ad erogare assistenza ad altissimo livello. Ma anche un ospedale aperto e trasparente con enormi eccellenze.

Abbiamo sempre aperto le porte alle telecamere, ai fotografi e ai giornalisti per dare testimonianza della realtà (anche quando, come in questi giorni, c’è un forte congestionamento  dell’area di emergenza). E’ grazie a questa reciproca disponibilità e correttezza che si è instaurato un  rapporto di grande e reciproco rispetto con i giornalisti e più in generale con i media.

Questa direzione  generale non nasconderà mai nulla e allo stesso modo non accetterà mai che la realtà venga distorta.

Non accettiamo e non accetteremo mai chi – utilizzando telecamere nascoste – tenta di gettare  discredito sul lavoro che i 3.000 dipendenti del Cardarelli fanno ogni giorno. Soprattutto se alla base   di questi “servizi” vengono poste dichiarazioni che non sono né verificate né verificabili, come ad   esempio riferendo “aggressioni tra pazienti per conquistare una barella”.

Noi non ci prestiamo e non ci presteremo mai ad essere strumentalizzati per fini che con l’assistenza hanno poco a che fare. Il nostro compito è quello di lavorare per garantire salute, ed è quello che facciamo ogni giorno, ed è
quello che continueremo a fare. Anche in giornate difficili come quelle della scorsa settimana e di oggi che ci vede – come sempre – in prima linea per accogliere tutti e respingere nessuno, per  curare tutti nonostante tutto, per dare il massimo rispettando i casi nella loro diversa gravità.

Di seguito una scheda con i dati di oggi 22 gennaio 2019

Anche il Cardarelli, come altri DEA di I e II livello della Regione Campania, continua ad essere sotto pressione a
causa dell’altissimo numero di accessi degli ultimi giorni, fenomeno che si era notevolmente ridotto dall’ottobre u.s.;
tale superafflusso coincide con il picco influenzale che in questa settimana era stato annunciato e che trova conferma
nelle patologie che giungono al PS e per le quali necessita il ricovero in area di emergenza ovvero in area specialistica.

Il dato attenzionato riguarda, come è ovvio, il numero di barelle nelle unità operative dell’area di emergenza, che ha
superato alle ore 8,00 di questa mattina la soglia di criticità “rossa +” (< 40)*1.

Le azioni messe in campo, predisposte preventivamente con disposizioni che, da tempo, pianificano quanto necessario in casi di superafflusso, stanno consentendo di liberare un discreto numero di posti letto, che certamente non riduce l’allerta di queste complesse giornate, ma alleggerisce la pressione sul pronto soccorso e diminuisce il numero di barelle per il quale resta alle ore 17,00 – complessivamente – una criticità “verde” (< 20)*1
.
*1 le soglie di criticità stabilite in base all’esperienza di barelle nell’area di emergenza sono: fisiologica < 10; verde <
20; gialla < 30; arancione < 35; rossa < 40; rossa+ > 40;

Si evidenzia l’alta percentuale di pazienti – dimessi nelle prime 2/6 ore o comunque non oltre le 12 ore dal P.S. –
con valori pari al 60%; tali accessi – da definire “INAPPROPRIATI” – generano l’”affollamento” ovvero il
“congestionamento” del Pronto Soccorso con gravissime ripercussioni sui tempi di attesa, sui tempi di trattamento
complessivo nonché sul sovraffollamento delle aree di attese sia degli accompagnatori ma – soprattutto – dei
pazienti tali accessi “INAPPROPRIATI” incidono, poi, sugli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori
sociosanitari) che sono costretti a visitare / a trattare / a governare un maggior numero di pazienti in altissime
condizioni di stress temporale; per quest’ultima difficoltà la Direzione strategica ha autorizzato, ancora una volta,
l’integrazione di operatori sanitari per ogni turno fino al rientro delle soglie stabilite per la dichiarazione di “crisi”.

IN NUMERI alle ore 17,00

SU n°116 PAZIENTI ARRIVATI IN P.S. dalle ore 0,00 n°69 SONO STATI DIMESSI

Tali valori incidono fortemente sulla definizione di Pronto Soccorso “affollato” tendente al “affollato” con
indice Edwin 1,59; i tempi di attesa risultano “poco sopra la media”

Si conferma il numero di accessi superiori alla media al PS caratterizzati da maggiori complessità (circa il
30%/40%) delle patologie alle quali deve procedersi al ricovero dei pazienti nell’area di emergenza nonostante disponibilità di posti letto nei reparti specialistici dell’ospedale.

Il bed manager resta, sempre, in costante contatto con le unità operative finalizzando la sua azione a rendere
limitato a poche ore lo stazionamento in barella dei pazienti che possono lasciare l’area di emergenza (dalle ore 8,00
di questa mattina alle ore 17,00 sono stati movimentati complessivamente n°30 pazienti dall’area di emergenza
verso gli altri reparti del Cardarelli.

Situazione barelle martedì 22.01.19- AGGIORNAMENTO ORE 17,00
Unità Operativa di Medicina d’urgenza (in rosso i pazienti oltre la dotazione di n°24 posti letto + n°14 posti tecnici)
ore 8,00 n°16, ore 13,00 n°15, ore 17,00 n°12 tutti i pazienti hanno necessità di restare in area d’urgenza, non ci
sono – allo stato – le condizioni cliniche per poterli trasferire nei reparti di “non urgenza” nonostante la disponibilità di posti letto

Unità Operativa Chirurgia d’urgenza (in rosso i pazienti oltre la dotazione di n°25 posti letto + n°12 posti tecnici)
compreso il Trauma Center
ore 8,00 n°5, ore 13,00 n°0, ore 17,00 n°0
Unità Operativa Gastro d’urgenza (in rosso i pazienti oltre la dotazione di n°12 posti letto)
ore 8,00 n°8, ore 13,00 n° n°3, ore 17,00 n°1
Unità Operativa Cardiologia con UTIC (in rosso i pazienti oltre la dotazione di n°12 posti letto + n°8 posti tecnici
+ n°8 posti UTIC)
ore 8,00 n°10, ore 13,00 n°10, ore 17,00 n°2
Unità Operativa Neurochirurgia (in rosso i pazienti oltre la dotazione di n°30 posti letto + 6 posti tecnici)
ore 8,00 n°4, ore 13,00 n°4, ore 17,00 n°4
Unità Operativa Ortopedia (in rosso i pazienti oltre la dotazione: due unità Operative ognuna per n°27 posti letto)
ore 8,00 n°0 (0+0), ore 13,00 n°0 (0+0), ore 17,00 n°0 (0+0) )
Unità Operativa di Osservazione Breve Intensiva (OBI) (dotazione di n°36 posti tecnici)
in Pronto Soccorso
ore 8,00 n° 86 (congestionato tendente al congestionato)
ore 13,00 n° 76 (congestionato tendente al congestionato)
ore 17,00 n° 68 (congestionato tendente all’affollato)
Rianimazione ½ Terapia Intensiva Post Operatoria
n°22 pazienti sul totale di n°22 posti ½ n°8 pazienti sul totale di n°8 posti
Terapia Intensiva Fegato ½ Pazienti “appoggiati” in sale operatorie (in caso straordinario)
n°6 pazienti sul totale di n°6 posti ½ ore 8,00 n°0, ore 13,00 n°0, ore 17,00 n°0
Sintesi
in Unità Operative AREA EMERGENZA
barelle ore 8,00 n°43, ore 13,00 n°32, ore 17,00 n°19
Situazione Pronto Soccorso alle ore 10,00
dalle ore 0,00 n°47 accessi, dimessi n°19 (40%)
tempo medio attesa (tempi medi “nella media”)
codice verde……… chirurgico 20’……….medico 136’…….. ortopedico 0’
codice giallo……… chirurgico 0’………medico 17’………. ortopedico 17’
grado di affollamento (algoritmo EDIWIN) valore 0,67 (“normale”) tendente a “normale”
pazienti dimessi ultime 2 ore, n°6 (n°1 chirurgici, n°5 medici, n°0 ortopedici)
Situazione Pronto Soccorso alle ore 13,00
dalle ore 0,00 n°82 accessi, dimessi n°40 (48%)
tempo medio attesa (tempi medi “nella media”)
codice verde……… chirurgico 33’……….medico 46’……… ortopedico 10’
codice giallo……… chirurgico 0’………medico 22’……….. ortopedico 17’
grado di affollamento (algoritmo EDIWIN) valore 1,18 (“normale”) tendente a “normale”
pazienti dimessi ultime 2 ore, n°9 (n°3 chirurgici, n°6 medici, n°0 ortopedici)
Situazione Pronto Soccorso alle ore 17,00
dalle ore 0,00 n°116 accessi, dimessi n°69 (60%)
tempo medio attesa (tempi medi “poco sopra la media”)
codice verde……… chirurgico 36’……….medico 54’……… ortopedico 10’
codice giallo……… chirurgico 41’………medico 27’……….. ortopedico 28’
grado di affollamento (algoritmo EDIWIN) valore 1,59 (“affollato”) tendente a “affollato”
pazienti dimessi ultime 2 ore, n°13 (n°2 chirurgici, n°10 medici, n°1 ortopedici)
i dati di afflusso al Pronto Soccorso
nel periodo 01 gennaio / 20 gennaio 2019
comparati con lo stesso periodo degli anni precedenti
bianchi + 340%, significativo aumento, indice di maggior attenzione ai “furbetti” che si rivolgono al Pronto Soccorso
verdi – 19%, diminuzione sensibile, minor numero accessi di pazienti meno complessi
(conseguenziale a apertura altri PS: CTO, Ospedale del mare)
gialli – 14%, diminuzione minima, minor numero accessi di pazienti complessi
(conseguenziale a apertura altri PS: CTO, Ospedale del mare)
rossi + 37%, aumento importante, maggior numero accessi pazienti molto complessi
(conseguenziale a Cardarelli unico PS per patologie complesse: politrauma maggiore, stroke)
totali + 13%, in numeri: (- 656 pz); mediamente – 32 pz/giorno
accessi pazienti media/giorno: da 243 pz/giorno a 211 pz/giorno, vale -13%