NAPOLI. Fermano un uomo per un controllo e rischiano la vita. Alviti: “E’ colpa dell’Amm.ne che non li tutela adeguatamente!”

di Giovanni Luberto

 

NAPOLI. Sembra uno sceneggiato poliziesco e invece è accaduto davvero.

“Ho visto la morte in faccia, quel ragazzo mi ha puntato la pistola contro il collo e ha premuto il grilletto tre o quattro volte, per fortuna non c’era il colpo in canna altrimenti non sarei qui a parlarne”.

Mario Cardone, 63 anni, da 38 in servizio nella polizia municipale, ha rischiato di morire ieri mattina intorno alle 11,30, in via Cilea, trafficata strada del Vomero, durante un normale intervento per un banalissimo incidente stradale. Ecco come sono andati i fatti ricostruiti dal comando della sezione Vomero guidato dal capitano Gaetano Frattini. All’altezza di via Gemito un furgone che procede verso lo svincolo della tangenziale su via Cilea tampona una Smart guidata da una donna. Niente di grave, una sciocchezza con danni minimi. All’incidente assiste una pattuglia della polizia municipale che sta procedendo nell’altro senso di marcia. Gli agenti chiedono all’autista del furgone di accostare e di scambiare le generalità dei dati con l’automobilista. La richiesta scatena la furia di Corrado Santoro, 54 anni, di Pianura, già noto alle forze dell’ordine per estorsione, gioco d’azzardo e maltrattamenti in famiglia. L’uomo accostando verso il marciapiede striscia due auto in sosta e se la prende con il vigile che si è avvicinato allo sportello del furgone. Prima lo insulta pesantemente e poi lo colpisce con un violento ceffone che gli fa volare via gli occhiali. In soccorso di Cardone interviene l’altro agente ma anche lui è accolto con uno schiaffo. Dal furgone esce anche Marcello, il figlio 19enne di Corrado Santoro. Tenta di calmare il padre e in un primo momento sembra riuscirci. Il 54enne tira fuori una sigaretta e inizia a fumare come se nulla fosse, come se non avesse appena schiaffeggiato due vigili. In via Cilea giunge un’altra pattuglia di rinforzo composta da un agente uomo e da una donna. Appena la vede Corrado Santoro l’aggredisce, colpendola violentemente e procurandole la frattura della mascella. I colleghi si lanciano addosso a Santoro per bloccarlo, e a questo punto il figlio Marcello, approfittando della colluttazione ruba dalla fondina la pistola a Cardone: “Lascia stare mio padre, lascialo, ti ammazzo” urla puntando l’arma contro il collo dell’agente. Quindi preme almeno tre volte il grilletto, ma i proiettili non esplodono perché il colpo non è in canna e l’arma si inceppa. Cardone reagisce e riesce a bloccare il polso del giovane. Con un collega quindi blocca a terra il ragazzo che punta la pistola anche contro i passanti, mentre gli altri due vigili, compresa la donna con la mascella rotta, fermano il padre. Entrambi finiscono in manette: Marcello è accusato di tentato omicidio, mentre il genitore di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. “Il furgone era anche assicurato – spiega Cardone – non c’era nessun motivo per questa violenza ingiustificata. Il padre ha rovinato la vita del figlio che ora dovrà rispondere di tentato omicidio. A ripensare a quanto accaduto mi viene da piangere. Sul momento ho pensato solo a reagire, ma adesso mi rendo conto di essere stato a un passo dall’essere ucciso”. Con gli agenti si è complimentato Frattini: “Mi inorgoglisce il fatta che volessero subito rientrare in servizio”. Sulla stessa linea l’assessore comunale alla Polizia municipale Alessandra Clemente: “Hanno dato prova di grande professionalità e calma. Non solo hanno tutelato i passanti, ma persino i loro stessi aggressori che sono stati bloccati senza ricorrere all’uso delle armi”. Secondo Clemente è “arrivato il momento che la polizia locale sia equiparata alle altre forze dell’ordine. Corrono gli stessi rischi. Sono gli angeli delle nostre strade e vanno maggiormente tutelati”.

Contro la Clemente e le sue dichiarazioni si schierano il Presidente Nazionale delle GpG, Giuseppe Alviti, e Antonio Parente, Segretario Regionale della Confsal, Unsa Beni Culturali, secondo i quali i vigili sono le prime vittime della mala amministrazione la quale non li tutela e ne li prepara adeguatamente a tali eventualità.

“Due agenti rafforzati da altre due unità che si fanno sfilare la pistola d’ordinanza è un fatto molto grave. Esprimo sincera vicinanza ai due vigili malcapitati, ma me la prendo principalmente con chi li ammette in servizio senza prepararli a tali eventualità. Figuriamoci se poi non hanno nemmeno pari diritti delle forse repressive di pronto intervento quali Polizia e Carabinieri!”