Napoli incontro presso gli archivi per parlare del Regno delle due Sicilie
Di Fiore Marro
Caserta 12 dicembre 2018
Il Regio Decreto del 22 dicembre 1808 previde la creazione a Napoli di un Archivio Generale del Regno, dove sarebbero state riunite in un medesimo luogo gli antichi documenti delle istituzioni esistenti fino all’arrivo dei francesi, avvenuto due anni prima.
All’inizio si decise di raccogliervi gli archivi della Regia Camera della Sommaria (compresi i catasti onciari, relativi a tutti i comuni del Regno), delle Cancellerie delle antiche dinastie, delle Segreterie di Stato di epoca vicereale, degli organi consultivi dello Stato (Consiglio Collaterale, Real Camera di Santa Chiara), del Cappellano Maggiore e delle magistrature giudicanti (Sacro Regio Consiglio, Gran Corte della Vicaria) e di altri numerosi uffici statali.
Probabilmente si affronterà anche questo tema mercoledì 12 dicembre 2018 dalle ore 9.30, presso l’Archivio di Stato di Napoli, dove si terrà il convegno “La Legge organica per gli archivi del 1818 e la rete degli archivi provinciali”, dedicato al bicentenario della Legge organica per gli archivi del Regno delle Due Sicilie.
L’evento metterà in rilievo l’importanza della creazione della rete degli Archivi provinciali ad opera della predetta Legge.
Questo antico precedente fornirà quindi lo spunto per sottolineare l’opportunità – più che mai attuale e urgente – di “fare rete” tra gli istituti archivistici. Sarà altresì proiettato il filmato della mostra documentaria virtuale realizzata sul tema del convegno.
L’evento è organizzato dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Campania e dall’Archivio di Stato di Napoli.
Esso vedrà la partecipazione del soprintendente archivistico e bibliografico della Campania e direttore dell’Archivio di Stato di Napoli Paolo Franzese, nonché dei direttori degli Archivi di Stato di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.
Durante la giornata del 12 dicembre sarà anche presentato il portale “Archivi della Campania”, cui potranno aderire tutti i soggetti che conservano archivi, interessati a valorizzare il proprio patrimonio e a promuoverne la conoscenza e la fruizione.
L’Archivio di Stato di Napoli è un ufficio periferico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Provvede alla conservazione, alla tutela e alla promozione di un ampio patrimonio documentario, fonte per la memoria storica dell’intero Mezzogiorno d’Italia, e ne favorisce la fruizione da parte degli studiosi e dei cittadini.
All’Archivio è annessa una Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, che, attraverso corsi di durata biennale, mira a formare quelle competenze specialistiche che il lavoro con gli archivi richiede.
L’Istituto esercita inoltre la sorveglianza sugli archivi degli uffici statali che hanno sede nella provincia di Napoli.
Fondato nel 1808, l’Archivio di Stato di Napoli ha sede, dal 1845, nel complesso monumentale dei SS. Severino e Sossio, uno dei più importanti e più antichi centri della spiritualità benedettina del Mezzogiorno. È possibile effettuare visite guidate al complesso.
Con i suoi quattro piani e i suoi depositi, che conservano circa sessanta chilometri lineari di documenti, l’Istituto archivistico napoletano rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la ricerca nel settore della storia medievale, moderna e contemporanea d’Italia e d’Europa.
Sarebbe bene un giorno poter leggere anche quei faldoni famosi secretati in via Lepanto a Roma, che il compianto Angelo Manna reclamava in una famosa interpellanza parlamentare.
Comunque questi squarci di verità sono importanti soprattutto per replicare a chi ha sempre disprezzato il Regno borbonico accusandolo ignominiosamente di essere oscurantista e disorganizzato.
