Napoli, la tammorra torna in piazza nel segno di Roberto De Simone

L’11 e 12 settembre la XXIV edizione del festival dedicato alla cultura popolare campana: musica, danze, laboratori e un grande omaggio al maestro scomparso nel 2025

Napoli torna a ritrovare le proprie radici attraverso il ritmo dei tamburi, il canto e le danze popolari. L’11 e il 12 settembre, nell’ambito di Estate a Napoli 2026 e del progetto Napoli Città della Musica, va in scena la XXIV edizione de La Notte della Tammorra, festival ideato e diretto artisticamente dal compositore e musicologo Carlo Faiello (in foto) e promosso dal Comune di Napoli. Due serate gratuite dedicate alla musica e alla cultura popolare campana, con un filo conduttore che unisce memoria e contemporaneità. Particolarmente significativo sarà l’omaggio a Roberto De Simone, compositore, etnomusicologo e figura centrale nello studio e nella valorizzazione della tradizione musicale napoletana, scomparso il 6 aprile 2025. Il programma porterà sul palco interpreti della scena musicale italiana e numerosi protagonisti della tradizione. Tra gli artisti figurano Lina Sastri, Tony Esposito, Ciccio Merolla, Maurizio Capone, Flo, Ars Nova Napoli, Fiorenza Calogero, Simona Boo, Greg Rega, Irene Scarpato, Marianita Carfora, Lavinia Mancusi, Denise Di Maria, Tony Cercola e Gennaro Tesone, insieme a Carlo Faiello. Accanto a loro ci saranno cantori, danzatori e storiche paranze, dalla Paranza di Giugliano a quelle di Terzigno e dei Monti Lattari, oltre alle tarantelle e alle tammurriate provenienti da diverse aree della Campania e del Mezzogiorno. Il festival non si limiterà però allo spettacolo. Dal 7 al 10 settembre, alla Fondazione Il Canto di Virgilio, e l’11 e 12 settembre in piazza, sono previsti laboratori gratuiti di danze popolari e tamburi a cornice, pensati per trasformare il pubblico da spettatore a parte attiva della festa. Nata nel 2001 ispirandosi all’antica festa di Comiziano, La Notte della Tammorra continua così a custodire e trasmettere un patrimonio fatto di suoni, ritualità e memoria. Un patrimonio che, attraverso le nuove generazioni, trova nel presente una nuova voce.