“Non lasciamo che l’Acquedotto Carolino faccia la fine dei Mulini del Cetrangolo”: questo l’appello di Ettore Ventrella

“Non lasciamo che l’Acquedotto Carolino faccia la fine dei Mulini del Cetrangolo”. Questo l’appello del Prof Ettore Ventrella Architetto che analizza la situazione della Masseria Cetrangole, uno scandalo iniziato nel 2013 e conclusosi lo scorso 9 ottobre con la demolizione dell’immobile unito all’Acquedotto Carolino patrimonio Unesco dal 1997 . “Non è necessario demolire un bene storico per far spazio a capannoni industriali – dice l’Ingegnere Giuseppe Florino-. Dobbiamo salvaguardare il nostro patrimonio storico, cercando di unire il nuovo che avanza in simbiosi con natura e storia, e non radere al suolo la nostra STORIA! Farò di tutto perchè sui social questa storia attiri l’attenzione di molti e perchè tali scandali e vandalismi legali non si ripetano! Il rispetto per la nostra storia, cultura e radici sociali, prima di tutto! La Campania vuole rinascere dalla fogna e il pantano in cui è stata per oltre 30 anni e allora iniziamo ad avere più cura e rispetto per ciò che persone, artigiani, ingegneri, architetti, e la storia ci hanno lasciato…perché speravano forse nella nostra intelligenza!”.
“Il mulino del Cetrangolo – continua Ettore Ventrella- era precedente alla costruzione del Tronco di San Benedetto. Vanvitelli ne parla nel suo progetto come riferimento al tracciato del nuovo acquedotto che doveva riportare l’acqua della Reggia al Carmignano e successivamente a Napoli. Esso era alimentato dal fiume Fellaco che delimitava in precedenza un decumano della centuriazione dell’Ager Campanus. Il fiume Fellaco è oggetto di indagini della magistratura perchè diventato discarica fognaria. Chissà se i nuovi capannoni lo utilizzino per tale scopo. Iniziata la demolizione della Masseria settecentesca del Cetrangolo sulla via Appia, nonostante il procedimento di vincolo iniziato l’11 febbraio 2013 e gli articoli sulla stampa in sua difesa. Questa masseria, posta in corrispondenza del torrino n° 5 dell’acquedotto Carolino, Tronco di San Benedetto, venne individuata nel 1771 da Luigi Vanvitelli per il tracciato dell’acquedotto di ritorno. Veniva alimentata dalle acque del fiume Fellaco, diventato oggi fogna, e collegato alla cava Monti, e dove probabilmente scaricano i nuovi capannoni costruiti alle sue spalle. E dire che proprio la Direzione Regionale ha consentito tutto questo. Nell’ultima ispezione da noi compiuta nel condotto di San Benedetto, all’altezza dei mulini, ex caserma Barducci, abbiamo constatato l’enorme degrado in cui versano le strutture vanvitelliane diventate una fogna a cielo aperto. E’ trascorso più di un anno dal suo ritrovamento e dalla richiesta di vincolo dell’intero tratto dell’acquedotto, che nulla è stato ancora fatto”.