Non sempre vincono i migliori, non sempre il destino è giusto.

Grazie Napoli, il bello del calcio.

Non sempre vincono i migliori, non sempre il destino è giusto.

Di Fiore Marro

Caserta 7 maggio 2018

Concetti raccolti, prendendo spunto da un pensiero dell’amico Pino Giuliano.

Non sempre Davide sopprime Golia e non sempre le favole hanno un lieto fine. Così anche la favola Azzurra degli uomini di Sarri non ha avuto l’esito sperato, non solo per tifosi partenopei ma pure per qual mondo terzo, fatto di supporter delle squadre minori, che come il Napoli di rado vincono, perché la vittoria napoletana avrebbe parimenti dato speranza  alle tante altre tifoserie di seconda fascia, quelle che raramente trionfano ma che continuano a amare le loro squadre i loro beniamini, i loro colori al di là del risultato .

L’ armata di Sarri è parsa come quella dei Lazzari del Cardinale Ruffo, miseri che hanno messo in seria difficoltà la squadra dei padroni, dei potenti, di quelli che “Il risultato prima di tutto”, al di là di chi veramente merita.

Il Napoli è stata una speranza piena di colori diversi, un arcobaleno battuto da un mondo grigio, a tinte bianche e nere, incolori.

Certo che il dispiacere di sapere che a parti inverse, se avesse vinto Sarri e i suoi, la gente sarebbe per strada a festeggiare, a cantare e a urlare al mondo intero la loro gioia, a dimostrazione che anche i meno ricchi, i meno dotati, meno potenti, posso vincere. La realtà invece ci dice che a fare feste saranno quelli che non hanno una città dove celebrare, né una Storia, né un Mondo reale, sarà la comune celebrazione di quelli che festeggiano a casa loro, al massimo su Faceboock, la tristezza assoluta.

Al Napoli e ai suoi affezionati resta l’amaro in bocca per una sconfitta, non decisa dal campo di gioco, non decisa da una contesa leale, ma determinata invece dal comportamento assurdo dell’associazione degli arbitri che, mai come questa volta, hanno condizionato e deciso il finale triste di questa splendida fiaba, gli arbitri sono stati una sorta di Orca Assassina che ha deciso la fine di questo campionato, al di là della mala fede, al di là dell’incompetenza e dei cattivi pensieri per i tanti errori a favore dei vincitori, tanti, troppi per non dare adito a pensare male. L’Aia è il vero cancro, che sta portando al fallimento del calcio italiano.

Un campionato che ci lascia con ancora molti problemi insoluti, su tutti il razzismo di tanti, strisciante ed anche manifesto, mai punito a dovere da chi amministra il Calcio, situazioni mai prese seriamente in considerazione, anche se Napoli e il Sud se ne è fatta una ragione da tempo, questione di sensibilità e socialità, che non può essere inculcata a chi forse vive dei forti disagi sociali, morali, reali e di appartenenza all’umanità.

Di questa stagione resterà il ricordo, per chi ama il calcio, di una “Grande Bellezza” che è stata creata da calciatori buoni ,non certo campioni affermanti, ma capaci di dimostrare al mondo intero ciò che si può fare con il lavoro, la serietà, l’impegno di uomini semplici come noi, che in silenzio e col sorriso, hanno regalato momenti esaltanti, entusiasmanti, pirotecnici, ai tifosi napoletani e a chi ama il Calcio per quel che è, uno sport bellissimo, ammesso a tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, uomini e donne, senza distinzioni.

Un grazie comunque a questo Napoli, per il romantico e folle sogno che ci hai fatto vivere collettivamente.