Campagna elettorale , Puc e appalti in uno scempio edilizio ultra ventennale e l’esigenza di sanare il completamento dei servizi di un’area di Caserta con una densità abitativa rilevante. Questo in sintesi il senso della battaglia giudiziaria intrapresa dalla Cer Innovation srl -Cooperativa Emiliano-Romagnola che, attraverso l’Avvocato Claudio Guccione, ha presentato ricorso contro il provvedimento di revoca da parte del Commissario Prefettizio Nicolo’della deliberazione della giunta comunale n.104 del 13 giugno 2014 avente ad oggetto ” la proposta di recupero dell’area di quartiere Parco degli Aranci” da realizzarsi attraverso un project financing affidato, per l’appunto, alla Cooperativa Emiliana. Si attende, infatti, nei prossimi giorni la sentenza del Tar Campania . La Cooperativa, altresì, ha presentato richiesta di risarcimento danni al Comune di Caserta. Sono in mlti a ritenere che il blocco di questi lavori sia stato determinato dalla esigenza politica di rinviare la nuova gara d’appalto allo scenario della nuova amministrazione comunale. Ma tant’è! Questi i punti relativi i salienti del ricorso presentato dalla Cer Innovation srl contro l’annullamento della delibera. Secondo la cooperativa non corrisponderebbe a verità la tesi del Comune di Caserta secondo cui l’area avrebbe dovuto essere concessa a titolo quasi gratuito al concessionario. L’opportunità di realizzare il progetto con lo strumento del Partenariato Pubblico Privato risulterebbe maggiormente conveniente rispetto ad una ipotesi di realizzazione diretta mediante appalto dell’ente per un vantaggio differenziale pari a euro 2.626.968, 00.Inoltre, secondo la Cooperativa, vi sarebbero per l’amministrazione comunale maggiori vantaggi derivanti dalla realizzazione della proposta e dalla conseguente valorizzazione dell’area rispetto alla semplice dismissione del bene per introiti derivanti dall’incasso di imposte comunali Imu e Tarsu relativamente alle unità immobiliari destinate alla vendita,ovvero locali commerciali, aree residenziali, aree destinate al terziario, box per residenze, posti auto interrati per residenze e cantinole, supermercato, ludoteca, sale musica ed incisione. Non corrisponderebbe a verità, dunque, quanto affermato dal Commissario Nicolo’ che la proposta formulata prevede l’esenzione di tutti i cespiti realizzati dalle imposte municipali. Agli introiti sopra indicati si dovrebbero aggiungere, poi, gli introiti derivanti , al termine di durata della concessione, dalla gestione diretta dei beni per i quali si prevede , durante la concessione, la gestione dirette da parte del concessionario , come i posti auto a rotazione, o di terzi , come Centro Sportivo, Centro Wellness, Centro Fitness, Piscina.In altri termini, a favore del Comune di Caserta, risulterebbe un vantaggio economico complessivo , rispetto alla semplice dismisisone di cui parla il Commissario Prefettizio, pari a euro 10.446.000, a cui andrebbero aggiunti altri euro 2.594.000, per il valore dei cespiti realizzati e riassegnati al Comune subito dopo la costruzione, come cavea e locali annessi, arenile, fontana , e piazza. A questo, secondo la Cer Innovation, si dovrebbe aggiungere il valore per la collettività casertana dei benefici indiretti e indotti connessi alle ricadute del Progetto sul contesto sociale del Comune di Caserta, come il rilevante impatto occupazionale di circa 300 persone in fase di realizzazione e di oltre 255 persone in fase gestionale.