Nuova Gazzetta di Caserta del 25.11.2015. Distributore Agip via Ferrarecce. Parla il proprietario Antonio Pappalardo: siamo vittime di un complotto

” E’ mia intenzione convocare nelle opportune sedi giudiziarie tutti coloro che , in questi mesi , hanno attaccato con incomprensibile accanimento la mia attività imprenditoriale al fine di ottenere il risarcimento danni per la lesione dell’immagine e per la perdita di avviamento”. Non le manda certo a dire Antonio Pappalardo, titolare del distributore di carburanti Agip sito in via Ferrarecce , riaperto venerdi’ 20 novembre in seguito alla apposizione dei sigilli da parte della Guardia di Finanza avvenuta il 5 agosto scorso, E’ indignato Antonio Pappalardo per l’attacco mediatico rivolto alla sua attività e, in particolare a Raffaele Cirillo, gestore del distributore. ” Ci troviamo – dice- dinanzi ad atti di autentica inciviltà dei quali gli autori dovranno debitamente rispondere dinanzi all’autorità giudiziaria”. La situazione si sarebbe potuta risolvere immediatamente se Raffale Cirillo, fin dal fatidico 5 agosto, avesse ammesso la sua colpevolezza : il tutto avrebbe implicato la riapertura del distributore il giorno immediatamente successivo con una sanzione di 20mila euro. Questo, invece, non è accaduto in quanto i protagonisti di questa vicenda chiedono l’accertamento della verità .In realtà, alla luce dei fatti, sembra emergere che sia la vicenda, nella quale è stato coinvolto il malcapitato Raffaele Cirillo, sia anche il reiterato attacco mediatico contro l’impresa di Antonio Pappalardo , siano il risultato ” della precisa volontà di qualcuno di provocare la chiusura del distributore, uno, peraltro, dei piu’ noti nella città di Caserta”. “Ritengo- continua Antonio Pappalardo- che vi sia stata e vi sia tuttora una strategia criminosa ai nostri danni”. Ma procediamo con ordine e seguiamo Antonio Pappalardo nella ricostruzione di questa vicenda che , attualmente, vede ancora sigillate le colonnine di erogazione n.5 e n.6 e, dunque, al vaglio degli inquirenti. ” Chi ha manomesso la colonnina- spiega Antonio Pappalardo- non è persona qualunque , ma è un tecnico. Solo un tecnico avrebbe potuto operare in una situazione simile”. Chi ha manomesso la colonnina avrebbe erogato, in regime di contrabbando, benzina e gasolio intorno ai 100mila litri. Come si ricorderà nel mirino delle indagini era finito il gestore del distributore , Raffaele Cirillo, che da parte di alcuni era stato indicato come cugino di Paolo Marzo e , addirittura ,parente anche di Carmine Sorbo. “Siamo al limite tra fantascienza e comicità” replica secco Antonio Pappalardo. ” Abitiamo a Falciano di Caserta- aggiunge Enza Scialla moglie di Raffaele Cirillo- e come tutti qui conosciamo la famiglia Marzo. Ma possiamo dimostrare da certificato storico anagrafico che fra noi e la famiglia Marzo non vi è alcun legame di parentela nè di amicizia”. E poi perchè la parentela anche con Carmine Sorbo? Chissà !Anzi , il distributore Agip di via Ferrarecce è creditore del Comune di Caserta di oltre 40mila euro per erogazione di carburante , che , considerato il dissesto finanziario, molto difficilmente saranno versati . Allora perchè tanto accanimento contro il titolare e contro il gestore del distributore di via Ferrarecce? Chi c’è realmente dietro questo che ormai è diventato un ulteriore mistero destinato a lasciare il segno nella nostra degradata città? ” Alla luce dei fatti- continua Antonio Pappalardo- siamo portati a ritenere che si tratti di un autentico complotto contro di noi”. Sta di fatto che le indagini hanno dimostrato che vi è una incongruenza tra i dati forniti dai contatori del distributore e i dati forniti dai contatori della centrale Eni. ” Le giacenze di carburante- spiega Antonio Pappalardo- vengono effettuate con asta metrica in riferimento ai contatori di erogazione. Noi pensiamo che siano stati utilizzati come elemento di riferimento quelli della centrale Eni di Roma e non quelli del distributore”. A dimostrazione di questa tesi i fatti. Quelli , che in un primo momento erano stati quantificati in 100mila lt di erogazione di benzina e gasolio in regime di contrabbando, sono stati poi ridotti a 56mila lt ed attualmente a 20mila lt. Questa incertezza sulla quantità di carburante dimostra che non c’è univocità nei criteri di misura. “Alla base di tutto – prosegue Antonio Pappalardo- vi potrebbero essere errori di giacenze contabili e di giacenze effettuate”. Nel 2014, inoltre, il distributore aveva chiuso la propria attività con una eccedenza di 1500 litri sulla benzina regolarmente registrati e sui quali Raffaele Cirillo aveva versato la doppia imposta come previsto per legge. “Continueremo nella nostra battaglia per l’affermazione della verità-conclude Antonio Pappalardo- . Ma stiano attenti coloro che stanno speculando su questa vicenda”.