Nuova Gazzetta di Caserta del 4.12.2015. Si riscrive la storia di Caserta e del dissesto finanziario. Rinviati a giudizio il Dirigente Petrella e 4 Revisori Contabili dal 2008 al 2010

La città di Caserta inizia a riscrivere una parte della sua storia. Il Pm Antonella Cantiello ha chiesto il rinvio a giudizio per Gioacchino Petrella di Santa Maria Capua Vetere ex Dirigente del Settore delle Finanze del Comune di Caserta, e per i seguenti Revisori dei Conti , controllori interni dell’ente e responsabili della efficacia dei suoi atti dinanzi alla Corte dei Conti, in carica durante l’Amministrazione del Sindaco Nicodemo Petteruti. Questi i loro nomi: Maria Grazia Durante – Caserta- ,Aldo Palmieri- Caserta-, Carlo Iodice- Portico di Caserta-, e Giovanni Marrone – Caserta-. Quest’ultimo, peraltro, è stato anche Assessore durante l’amministrazione Petteruti. E’ stata , invece, archiviata la posizione di Alessandro Cioffi, rappresentato e difeso dall’Avvocato Dezio Ferraro.L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 15 giugno. Questi i fatti. Questi i fatti. I revisori contabili rinviati a giudizio hanno operato dal 2008 al 2011, prima cioè che l’amministrazione Del Gaudio dichiarasse lo stato di dissesto finanziario. Ai revisori , in particolare, viene contestato di avere certificato il falso relativamente ai conti consuntivi dal 2008 al 2010 attestando la stabilità economica di Palazzo Castropignano. A questo punto si tratta di accertare, qualora vi siano , le responsabilità di Gioacchino Petrella e dei suindicati revisori contabili , che , stando alle indagini in corso, avrebbero occultato numeri e cifre. Ed è chiaro, dunque, a questo punto, che il dissesto finanziario, dichiarato da Pio Del Gaudio, immediatamente dopo la sua elezione, nel 2011 , era un atto dovuto . Ma non è tutto. Sono in molti a ritenere che , se le accuse ai revisori contabili sono fondate, questo sistema finalizzato ad occultare i conti del Comune di Caserta ” avrebbe avuto come mandanti una larga parte degli imprenditori casertani intenzionati quanto mai ad incidere sul territorio e sulle attività dell’ente”, Sta di fatto che proprio la dichiarazione di dissesto finanziario , fortemente voluta da Pio Del Gaudio e da Nello Spirito, non sarebbe stata gradita all’imprenditoria locale all’epoca dominante sul territorio. Fonti vicine alla disciolta amministrazione ci spiegano che ” imprenditori come Crispino, Pagano ed altri, di cui oggi, peraltro, si parla ai fini di eventuali candidature alle prossime amministrative , non avrebbero apprezzato il dissesto che riduceva il loro profitto sugli investimenti casertani con il Comune dal 100% al 40%”. Ma non è tutto. Secondo indiscrezioni, “l’amministrazione Del Gaudio , proprio per il dissesto, non voluto nè dalla politica nè dalla imprenditoria locale, che si vedeva in tal modo ridotti i profitti, si sarebbe ritrovata sfiduciata , e non per ragioni politiche, ma per questioni economiche”. Ci viene riferito,inoltre, ” che sarebbero stati questi imprenditori, appoggiati da Domenico Zinzi, Giovanna Petrenga e Domenico Ventriglia a determinare lo scioglimento del Consiglio COmunale di Caserta dello scorso maggio”. Si tratta, ovviamente, di osservazioni , alle quali non ci associamo, ma che , alla luce di quanto sta accadendo in città, dimostrano la volontà da parte di tutti di fare luce su un nostro recente passato ancora non chiaro.