Nuova Gazzetta di Caserta del 6.1.2016. Fi e Teorema Luserta.

Fi e Teorema Luserta. Il binomio puo’ sembrare per alcuni scontato, per altri incomprensibile, in realtà, è la chiave d’accesso per le amministrative 2016. Ma procediamo con ordine. Nelle scorse settimane, anche se non ufficialmente, Antonio Luserta, imprenditore casertano , proprietario della cava omonima, ha indicato Rino Zullo, ex Udc e, forse, ex zinziano , suo candidato Sindaco per la città di Caserta. Tutti, pero’. percepiscono che questo è un ” matrimonio di convenienza” perchè Antonio Luserta , da sempre eminenza grigia della politica casertana, potrebbe avere progetti piu’ ambiziosi, come quello , ad esempio, di inquadrare la ex moglie Lucrezia Cicia, già consigliere comunale nella amministrazione Del Gaudio e candidata non eletta in Fi alle scorse regionali, seppure con 12mila preferenze, in una carica politica che vada oltre gli scanni di Palazzo Castropignano. Una carica, ad esempio, di consigliere regionale, attualmente ricoperta da Gianpiero Zinzi. Lucrezia Cicia è politicamente una creatura di Antonio Luserta, il quale, in questo momento, non riesce assolutamente a collocarla sul mercato politico. Il moto sussultorio civile e politico che sta coinvolgendo la città di Caserta impedisce a Lucrezia Cicia , chiara espressione di ceti imprenditoriali in contrasto con molti movimenti cittadini, di beneficiare del seguito che l’ha accompagnata alle regionali 2015. A cio’ si aggiunge la presenza ingombrante, al fianco della bellissima, di Carmine Antropoli, Sindaco di Capua, al termine del suo mandato per il quale non puo’ essere rieletto. Il problema di Antonio Luserta, che, fra poco dovrebbe iniziare nuovamente a cavare nella ormai famosa cava, sarebbe, dunque, quello di collocare Lucrezia Cicia e anche Carmine Antropoli liberandosi, nel contempo, di Gianpiero Zinzi , consigliere regionale del territorio con 20mila preferenze, ed unificando in questo modo il partito azzurro dilaniato dalle lotte interne. Si dice che Antonio Luserta cerchi un accordo con Gianpiero Zinzi individuando un Sindaco condiviso da entrambi e in modo da favorire la candidatura del giovane zinziano al Parlamento che consenta alla bella Lucrezia di accedere a Palazzo Santa Lucia, organo, peraltro, competente a decidere in materia ambientale. In questa sua operazione, il giovane imprenditore avrebbe un problema , ovvero la Senatrice Rossi e il Coordinatore Provinciale Paolo Russo, che egli potrebbe risolvere grazie ai legami con il Presidente della Provincia Angelo Di Costanzo, unico referente istituzionale del partito azzurro a Caserta. Rimarrebbe l’altro protagonista di questa vicenda , ovvero Carmine Antropoli, il quale, se la bella Lucrezia non raggiunge gli obiettivi politici per cui è stata programmata, rischia di chiudere definitivamente la sua carriera istituzionale. Una quadra perfetta, dunque, dalla quale tuttavia emerge la situazione di stallo in cui annaspano in questo momento le lobbies politico-imprenditoriali della vecchia amministrazione.