Omicidio gay. Guarente chiede di essere sentito prima della sentenza

Il Procuratore Generale ha chiesto la conferma dell'ergastolo per Guarente

Napoli. Nella giornata di ieri, 14 gennaio 2020,  il processo di appello per  l’omicidio di Vincenzo Ruggiero,l’attivista Lgbt di Parete ucciso nell’estate del 2017 in un appartamento in via Boccaccio ad Aversa. Alla sbarra  Ciro Guarente per il quale il Procuratore Generale  ha chiesto l’ergastolo. A presiedere la Corte il Giudice Eugenia Del Balzo.

Come si ricordera’, il 29 luglio  2017, l’indagine ebbe inizio dal macabro ritrovamento dei resti di Ruggiero in un garage di via Scarpetta a Ponticelli, una volta adibito ad autolavaggio. Il cadavere era stato sezionato, cosparso di acido muriatico e in parte occultato sotto uno strato di cemento fresco.

Autore dell’efferato omicidio era Ciro Guarente, ex militare,   che aveva ucciso Vincenzo Ruggiero il 7 luglio 2017.

Ciro Guarente e’ stato gia’ condannato all’ergastolo in primo grado.

Nel corso dell’udienza di ieri, il Procuratore Generale ha ricostruito  la vicenda e ribadito l’efferatezza dell’omicidio chiedendo la conferma della sentenza pronunciata in primo grado dal tribunale di Napoli Nord.

Il legale difensore Luca Cerchia e l’avvocato Dario Cuomo hanno esposto le proprie ragioni alla Corte. Cuomo ha chiesto le attenuanti generiche per Guarente anche in considerazioni del comportamento collaborativo avuto nel processo.

Il prossimo step ci sarà il 16 gennaio. Si tratterà forse dell’ultimo capitolo della triste vicenda.

Infatti, è prevista per quella data l’ultima arringa della difesa. A parlare ai giudici sarà un altro avvocato di Guarente, il Dott. Impradice. Poi il Collegio giudicante si riunirà per stabilire ed emettere sentenza.

Presente in aula anche la criminologa Alessandra Sansone.

 

Sarà lo stesso Guarente a chiudere il processo d’appello a suo carico. L’imputato ha chiesto di poter fare dichiarazioni spontanee prima della sentenza dei giudici, prevista per giovedì.