Operai incatenati per chiedere il pagamento delle spettanze arretrate.

 

Alcuni operai del Consorzio Unico del bacino Napoli – Caserta in servizio alla discarica Resit si sono incatenati questa mattina dinanzi alla sede dell’Assessorato regionale all’Ambiente di via Alcide De Gasperi per chiedere il pagamento delle spettanze arretrate.

I promotori della protesta lamentano anche condizioni difficili con le quali si scontrano quotidianamente sul sito presso il quale lavorano. Seguono le parole di Antonio Sollazzo, uno degli operai del Consorzio e famoso per aver minacciato nel 2014 di gettarsi nel vuoto dall’impalcatura del Teatro Ariston di Sanremo.


«Siamo rimasti in 11 senza futuro. Centinaia di lavoratori del Consorzio di Bacino
– afferma Antonio spiegando i motivi per cui lui e un altro operaio hanno deciso di incatenarsi –. Sono stati ricollocati o presso la società dei rifiuti del Comune di Napoli Asìa o presso la società provinciale dei rifiuti, Sapna mentre per noi undici non c’è alcuno spiraglio. In più sul sito della resit, tra i più inquinati d’Europa, i servizi igienico-sanitari sono scarsi. È una situazione difficile».