di GIOVANNA PAOLINO
Si è svolta ieri 20 febbraio 2017 la requisitoria per le infiltrazioni camorristiche all’Ospedale di Caserta che vede coinvolti imprenditori, funzionari e politici per presunte ingerenze del clan di Casal di Principe .
Il Pubblico Ministero della Dda ha chiesto:
9 anni per Orlando Cesarini
12 anni per Remo D’Amico
10 anni per Raffaele Donciglio
2 anni per Giacinto Basilicata
9 anni per Vincenzo Cangiano
10 anni per Domenico Ferraiolo
12 anni per l’ex dirigente all’Ospedale Bartolomeo Festa
5 anni per il direttore amministrativo Giuseppe Gasparin
4 anni per Antonio Maddaloni
2 anni per l’ex consigliere regionale Angelo Polverino
3 anni per Luigi Iannone con richiesta di assoluzione per il reato associativo
5 anni e 6 mesi per Rocco Rampone
10 anni per la sorella del capo clan Michele Zagaria ovvero Elvira Zagaria.
Per il 6 marzo sono previste le arringhe dei difensori del collegio difensivo dove compaiono Angelo Raucci Ferdinando Letizia Giuseppe stellato Guido Diana e Massimo Garofalo.
La vicenda dell’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta ha pochissimi precedenti.
Nell’aprile 2015 il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, chiese lo scioglimento dell’azienda ospedaliera per collusioni con la criminalita’ organizzata.
A Caserta , infatti, l’Ospedale di Caserta e’ stato commissariato per camorra.
Secondo i magistrati tutti gli appalti all’interno della struttura erano pilotati dall’organizzazione criminale dei casalesi che gestiva attraverso ditte vicino al clan il servizio mensa, lavanderia, pulizie e manutenzioni ascensori. A capo della cupola, l’ex primula rossa Michele Zagaria, il numero uno della cosca, arrestato a Casapesenna dopo 15 anni di latitanza. Per i magistrati della DDA, solo con l’avallo del capo, era possibile lavorare all’interno del nosocomio di terra di lavoro.