Parco Nazionale del Matese, Barbaro (Lega): assicurare tempi certi, partecipazione e difesa dell’economia agricola”

Il Parco Nazionale del Matese è fermo ed il caso arriva in Senato con una interrogazione parlamentare presentata dal senatore della Lega Claudio Barbaro

CASERTA – Il Parco Nazionale del Matese – esteso tra Campania e Molise ed istituito e finanziato in avvio con 400.000€ dalla legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017 n.205) – è fermo ed il caso arriva in Senato con una interrogazione parlamentare presentata dal senatore della Lega Claudio Barbaro (eletto nel collegio plurinominale Campania 01 – Avellino, Benevento, Caserta) e destinata al ministro Costa.

“Allo stato, non solo il nuovo ente Parco nazionale non si è ancora formalmente costituito, ma vi è anche una comprensibile preoccupazione degli amministratori e degli operatori agricoli del territorio” – scrive il sen. Barbaro nel testo presentato al Senato – “preoccupati legittimamente sull’avanzamento delle procedure, sulla incertezza e dilatazione dei tempi di realizzazione, sulle nuove ed ancora ignote regolamentazioni del nuovo ente, che potrebbero pregiudicare investimenti nel comparto agricolo e turistico, sulla sostenibilità ambientale e di come essa possa conciliarsi con il “reddito territoriale” per le imprese che operano nell’entroterra”.

Il Senatore “chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia dare conto dei motivi di ritardi e lungaggini che rimandano sempre più la effettiva operatività del nascente Parco nazionale del Matese, con l’auspicio che si vogliano coinvolgere le amministrazioni locali ed i corpi intermedi rappresentativi delle attività economiche dell’area”. Particolare attenzione è data al comparto agricolo, già fortemente limitato da alcune delle regole del Parco Regionale del Matese (che interessa attualmente il versante campano) e fortemente preoccupato dai nuovi limiti che la creazione del Parco Nazionale potrebbe imporre.

Nell’interrogazione, in sen. Barbaro auspica “la creazione di zone di sviluppo agricolo ove avvantaggiare la zootecnia, l’agricoltura di montagna e il turismo rurale, necessità comunque avvertita a prescindere dal piano parco in corso d’essere”.