PARETE – “Ricordare per non dimenticare”. È questo il titolo scelto dall’Associazione “Mamme Coraggio e Vittime Della Strada ONLUS”, presieduta da Elena Ronzullo, a stretto contatto con l’ A.I.F.V.S. (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), con il presidente Alberto Pallotti, per l’evento che si terrà domenica, 31 marzo 2019, in Piazza Berlinguer a Parete con inizio alle ore 10,30. All’evento è prevista la presenza di Roberto FICO, Presidente della Camera, terza carica dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Senato.
La partecipazione del Presidente Fico è stato possibile grazie all’intervento degli attivisti del Meetup 5s di Parete organizzato in memoria delle vittime della strada e sicurezza stradale, insieme alle seguenti associazioni: Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus (AIFVS) Presidente Alberto Palotti, Associazione Mamme Coraggio, di cui è Presidente Elena Ronzullo; Associazione “ETESIA” del Presidente Antonio D’Ambrosio; Casa Del Donatore Presidente Enrico Sangiovanni; Associazione Liburia Felix Presidente Vincenzo Arena. Siamo in pieno fermento per i preparativi e invitiamo sin da ora tutti i cittadini e associazioni interessate a partecipare.
Le Associazioni, consce della spaventosa realtà delle stragi stradali che mietono migliaia di vittime all’anno nella sola Italia, paese così definito civile, e 20.000 invalidi civili permanenti, sono impegnate da anni con tenacia e costanza per migliorare le condizioni di sicurezza sulle strade venete al fine di ridurre i morti e i feriti che ogni giorno la nostra strada “produce”, e cercano di coinvolgere tutte le parti politiche nazionali e locali su questa drammatica problematica che produce migliaia di morti.
La maggior parte delle vittime sono giovani e le cause sono da ricondurre a tre fattori centrali ovvero la responsabilità umana che incide per l’80% dei casi, le infrastrutture per il 17% ed il mezzo meccanico per il 3% .Il problema è articolato e complesso. In primis manca la cultura della strada e l’attuale modello di prevenzione è stato fallimentare. Il concetto del conflitto stradale si esprime con comportamenti aggressivi persino in persone miti. Dobbiamo tener conto che il problema è sociale mentre il dolore ha una dimensione privata. Nessuno denuncia l’alto costo dell’incidentalità stradale, pari al 2,5% del prodotto interno lordo.
Questi costi sociali sono a carico di tutta la collettività ed il passaggio da una strada come luogo di morte ad una strada come luogo di vita richiede la capillare diffusione della cultura stradale che, appunto, non esiste. È importante evitare di ricondurre gli incidenti al caso ed alla fatalità come il più delle volte i media sono soliti fare, piuttosto bisogna operare in modo tale da affrontare il diniego del problema. Si tratta di una vera e propria rimozione collettiva del dramma e non si considera il dolore immenso che esso produce.