Pasticcerie e punti scommesse nel Casertano per sostenere la latitanza di Zagaria

Processo a Michele Zagaria:  si e' tenuta l'udienza preliminare nei confronti  di 10 persone che avrebbero appoggiato a vario titolo l'attivita' criminosa  del boss

CasapesennaProcesso a Michele Zagaria:  si e’ tenuta l‘udienza preliminare nei confronti  di 10 persone che avrebbero appoggiato a vario titolo l’attivita’ criminosa  del boss .

Tutti sono accusati di intestazione fittizia di beni: di questi,  tre imputati hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato –  Pasquale Fontana, 47 anni di Casapesenna; Giuseppe Santoro, 51 anni di San Cipriano d’Aversa, titolare di alcune pasticcerie; Daniele Cipriano Nusher, 31 anni di Caserta- , mentre gli altri 7 si sottoporranno al processo ordinarioGianpaolo Argentino, 28 anni di Casoria; Antonietta Auriemma, 45 anni di Nola; Anna Lisa Lese, 31 anni di Larino; Giuseppe Lese, 50 anni di Guardia Sanframondi; Antonio Napoletano, 37 anni di Maddaloni; Giuseppe Petrillo, 44 anni di Casapesenna.

Il processo si sta svolgendo dinanzi al Gup di Napoli – Dott. Cervo- 25a sezione.

Questi i fatti emersi dalle indagini: in seguito ad intercettazioni telefoniche ed ambientali, la cui fondatezza e’ stata provata da collaboratori di giustizia, si e’ potuto dimostrare che i dieci indagati di cui sopra avevano tessuto una rete organizzativa con Michele Zagaria con il quale organizzavano incontri riservati al fine di programmare l’attivita’ del clan.

E’ emerso, altresi’, che Giuseppe Santoro ospitava Zagaria nella propria abitazione e in quella di suoi stretti familiari  ed utilizzava, attraverso i propri affiliati,  la pasticceria “Butterfly” di Casapesenna come luogo di consegna di estorsioni i cui proventi sarebbero stati destinati a Zagaria  al fine di consentirgli di sostenersi durante la latitanza.

Altri introiti, infine, sarebbero pervenuti al clan Zagaria da  Pasquale Fontana al quale si imputa di avere gestito punti scommesse tra Casapesenna e San Marcellino proprio con tale movente.

Il rinvio e’ stato fissato al 15 marzo e, in quella occasione, e’ prevista la requisitoria di Maurizio Giordano PM in seguito alla quale dovrebbe aversi il rinvio a giudizio degli imputati che hanno optato per il rito ordinario.