Per una sanità pubblica, gratuita ed universale: alle 15 oggi in Piazza del Gesù a Napoli mobilitazione del Coordinamento campano per il diritto alla salute

Una nuova protesta oggi alle 15 in piazza del Gesù a Napoli. Nella nostra regione il diritto alla salute e alle cure sanitarie è drammaticamente negato a larga parte della popolazione. Abbiamo la più alta percentuale di rinunce alle cure e la massima incidenza della spesa sanitaria sul bilancio delle famiglie.

La salute è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, che all’art. 32 recita: ”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. La legge 833/78 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale rispondeva a questo mandato. Tuttavia, anni di tagli alla sanità, politiche di privatizzazione ed aziendalizzazione del settore hanno di fatto cancellato tale diritto.
In Campania, poi, 20 anni di commissariamento della sanità e piani di rientro finanziario hanno finito per rendere il diritto alle cure un vero e proprio miraggio. Per una visita nel pubblico, le liste di attesa superano spesso i 365 giorni! Abbiamo una carenza nel settore di migliaia di lavoratori e il più basso rapporto personale sanitario/abitante di tutta l’Italia. Il tutto in un contesto socio ambientale in permanente stato di crisi e di allarme epidemiologico.
In Campania, dal 2001 ad oggi abbiamo assistito alla chiusura di 20 ospedali pubblici e 20 pronto soccorso, alla dismissione di 322 ambulatori e laboratori pubblici. Delle 172 case della salute previste dal PNNR nessuna è stata ancora aperta e siamo in attesa del secondo ospedale di comunità (su 48 previsti). Per non parlare delle 65 centrali operative territoriali. Le ambulanze sono insufficienti per garantire un servizio tempestivo e non ci sono mezzi idonei per il trasporto da aree a rischio (isole o zone montuose). Ma l’elenco dei disservizi potrebbe continuare all’infinito. Non risultano erogati neanche i livelli essenziali di assistenza, collocando la Campania agli ultimi posti per cure e diritto alla salute. La spesa regionale sanitaria pro capite complessiva (pubblica e privata) è tra le più basse d’Italia e tuttavia finanzia largamente i privati, continuando a tagliare sui servizi pubblici (quasi il 50% del bilancio regionale va a finanziare servizi terzi, convenzionati o privati).
Ad oggi il SSR avrà anche i conti in ordine ma di certo è inefficiente nel garantire il diritto alle cure.
La legge sulla autonomia differenziata non farà che aumentare il divario nord-sud, peggiorando l’offerta dei servizi sanitari nelle regioni “povere”, Campania e Calabria in testa. Ma a fronte di questo quadro disastroso, ad oggi nessuna risposta è stata data ai cittadini, ai comitati, ai lavoratori della sanità vessati da turni massacranti per la drammatica carenza di personale. Il Coordinamento chiede alla Regione di dare risposta alle richieste avanzate, attuando tutto quanto è in suo potere per ripristinare e tutelare il diritto alla salute di tutte e tutti.