Napoli ritorna ad essere indipendente e grande
Il 20 gennaio 1752,ci fu l’inaugurazione della fondazione della Versailles di Napoli(Reggia di Caserta per motivi provinciali). Fu una grande festa dove l’architetto nonostante la gelida giornata,era talmente eccitato da non sentire il freddo. Vanvitelli,si rivolse all’amico Porzio Lionardi a Roma,nell’intento di aiutarlo nel comporre un distico latino da far incidere sulla prima pietra. La pietra d’inaugurazione recita così:
STET DOMUS, ET SOLIUM, ET SOBOLES BORBONICA
DONEC AD SUPEROS PROPRIA VI LAPIS HIC REDEAT
Il Re,per tale gesto depose alcune monete d’oro nel cavo della pietra,gesto che diede inizio alla grande festa come racconta la scena nell’affresco del soffitto della Sala del Torno,dipinto da Gennaro Maldarelli nel 1844. Nel 1753,Vanvitelli munito di cannocchiali su cavalletti,strane aste e rottoli misuratori,passeggiava per le campagne a sud della Versailles di Napoli,attirandosi addosso le attenzioni curiose che guardavano in silenzia senza protestare. Vanvitelli ordinò al suo gruppetto di tracciare nei campi,quattro file parallele fra loro e perpendicolari alla Versailles,piantando su ciascuna di tale file,a una distanza precisa,un palo con la cima colorata,in modo da andare a delineare lo spazio e la direzione che avrebbe fatto nascere la Regia Strada per Napoli,parte integrante del progetto. Il suo obbiettivo era di dare l’idea di infinito. Lui non si occupò solo della costruzione della mitica Versailles e della Strada Regia per Napoli,ma anche delle ricerche delle sorgerti,che dovevano attraverso l’Acquedotto dissetare la nuova nascente città ai piedi della Versailles di Napoli. Questa parte del territorio,divenne un grande cantiere immenso,al quale lavoravano 3.000 persone che erano composta oltre ai collaboratori di Luigi Vanvitelli,anche da falegnami,muratori,fabbri,scalpellini,manovali,e schiavi musulmani. Vanvitelli provvide a tutto quello che era necessario per la realizzazione del progetto fino all’anno 1759,anno della partenza di Carlo di Borbone per la Spagna,facendo così tramontare questo magnifico progetto. Vanvitelli subito dopo la partenza di Carlo,iniziò a notare le prime avversioni contro di lui da parte di Tanucci(nominato da Carlo,il reggente del Regno di Napoli fino a quando Ferdinando IV non diventa grande)nobili che facevano a gare per avere un progetto da lui e architetti suoi rivali. Fu incaricato di restaurare il Palazzo Acquaviva, e di ampliarlo. Tanucci divenuto il reggente del Regno di Napoli,ad ogni protesta di Vanvitelli,dimezzava le risorse,facendo subire un forte rallentamento dei lavori alla Versailles di Napoli,alla città che stava nascendo e alla Regia Strada per Napoli,ma Vanvitelli continuò a lottare perchè convinto che alla fine questo progetto andava in porto. Nonostante le difficoltà,Vanvitelli convinto che questo progetto andasse in porto,continuò a lottare,ma nel 1764,ci fu un epidemia di colera che investì il Regno,causando una grave crisi economica che bloccò tutte le opere in corso. Vanvitelli,deluso,amareggiato e triste,vide una piccola ripresa nel 1772,ma dopo la sua morte avvenuta il 2 marzo del 1773,del progetto,Ferdinando IV nonostante fosse nominato Direttore delle reali fabbriche,non se ne curò minimamente. Ferdinando IV,iniziò a mettere la testa a posto,dopo la morte del figlio Tito,fondando S.Leucio e insieme alla moglie Maria Carolina ,creò lo Statuto di S.Leucio,dandosi anima e corpo per questo borgo,ordinando all’architetto Francesco Collicini di ampliare la città,ma questo progetto fa in fumo in seguito all’arrivo di Napoleone Bonaparte che non fa diventare il Regno di Napoli,un territorio francese,ma un vassallo della Francia,insediando sul trono di Napoli,suo fratello Giuseppe Bonaparte. Con Giuseppe Bonaparte,si ebbe una ripresa a conseguenza del fatto che si occupò della viabilità cittadina,facendo costruire una strada per evitare il traffico davanti alla Versailles. Cercò anche di realizzare la Regia Strada per Napoli,ma fallì. Nel 1808,Napoleone chiamò Giuseppe insediandolo sul trono di Spagna e sul trono di Napoli,ci mise Gioacchino Murat,suo cognato,il quale continuò l’opera di modernizzazione iniziata dai Borbone di Napoli e realizzò solo una piccola parte della Regia Strada per Napoli,cioè dalla facciata dalla Versailles di Napoli alla rotonda di S. Nicola La Strada. Nel 1816,si svolse il Congresso di Vienna,il quale ristabilì Ferdinando IV,sul trono di Napoli,diventando subito dopo,Ferdinando I,Re delle Due Sicilia,per via della fusione tra il Regno di Napoli e quello di Sicilia. G.R.