Pillole di Politica. Chi lo dice a Renzi che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa verso gli altri popoli?

Chi lo dice a Renzi???
Secondo alcuni giornali specializzati, come Unimondo e Rete Disarmo, l’Italia che è una nazione che all’apparenza fa sembrare tutto bello, in realtà dentro nasconde il vero marcio. Questi autorevoli giornali, parlano di un’esportazioni d’armi nei paesi di guerra, di circa il 28 % nel 2014, in Medio Oriente- Nordafrica, e successivamente con il dilagarsi dei conflitti in Siria e Iraq, facendo risultato l’Italia come la prima produttrice d’armi al mondo. Nel 2014, è stato attestato un aumento del 4,5% rispetto al 2013, cioè 740.948.676 del 2014, a fronte di 709.310.499 euro del 2013. La norma dichiara che le armi devono essere vendute per uso civile, ma poi in realtà finiscono nei conflitti di guerra e lo dimostra non solo quei due dati scritti in precedenza, ma anche la spedizione in Africa nel 2013, spacciata per “scopi umanitari” che in realtà l’allora ministro della Difesa, Mario Mauro, andava ad esporre l’arsenale italiano. Il 14 maggio, Giorgio Beretta, esperto nel settore, chiese al governo Renzi, di mettere in atto la legge 185 del 1990 (voluta da Giulio Andreotti) che impone al Governo e Parlamento in relazione con i principi costituzionali in cui l’articolo 11 è il perno fondamentale, di fare relazioni annuali sul tema. L’ultima tesi fatta è di marzo 2015, che Berretta criticava perchè è carente di informazioni fondamentali, atte a dare al Parlamento una relazione dettagliata e completa, in modo da decidere quale migliore soluzione da prendere in merito a questo argomento. Ancora più interessante e sbalorditivo è quello che disse Nicola Perrotti nel 2013, presidente dell’ANPAM(Associazione Nazionale Armi e Produttori 2013): “Le nostre produzioni si basano su una grande specializzazione, il che significa forza lavoro stabile e ben remunerata, con un fulcro generatore tutto italiano: la nostra industria non importa se non alcune, poche, materie prime, mentre esporta il 90% di quello che produce con un effetto moltiplicatore sulla ricchezza dell’Italia che non può essere sottovalutato”. Il governo Renzi ha promesso cambiamento su diversi argomenti, ma su quello delle armi tace. Le armi più vendute sono: carri armati, aerei, elicotteri, navi, artiglieria, bombe, missili, fucili, di cui i produttori di queste armi sono la Finmeccanica che detiene il 9° posto nella produzione mondiali d’armi, Fincantieri SpA, che si occupa dei sistemi elettrici di difesa,Augusta Westand,Alenia Aeronautica, Selex e Mbda che sono i rami della Finmeccanica. In più il documento della Camera dei Deputati, dice che la spesa dello Stato Italiano per il mercato italiano delle armi nel 2013, è stato di 14.410.000.000 euro, prevedendo un aumento fino al 2015. Renzi dovrebbe rileggere l’articolo della Costituzione Italiana che recita così:
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Preso atto di quello che veramente fa l’Italia, non è arrivata l’ora di cacciare Renzi, che oltretutto è andato a fare affari con l’Arabia Saudita,il paese più integralista al mondo, esportando armi che verranno vendute al terrorismo islamico, che sta mietendo vittime innocenti per la loro fanaticheria??