ROMA. Le elezioni del 4 marzo 2018 non hanno consegnato alcuna maggioranza per governare il Paese.
La legge machiavellica legge elettorale Rosatellum non restituisce un vincitore e un vinto. Chi è risultato vincente non ha conquistato la maggioranza dei seggi, e chi pur perdendo, al contempo, è diventato basilare per la formazione di un qualsiasi governo.
Sta di fatto che una simile situazione si verifico’ nel 2013 con la legge elettorale detta Porcellum e il sistema politico dovette prendere in considerazione la formazione di una maggioranza anomala. Dapprima tra Pd e l’allora Pdl, e poi sempre Pd, ma coi transfughi del centrodestra. Cambiata la legge il risultato non cambia. Anche il Rosatellum ha generato un Parlamento senza maggioranze.
Gia’ dai primo sondaggi effettuati dopo l’approvazione del Rosatellum , era emerso lo stallo politico successivo al voto. Nessuno è autosufficiente e anche chi ha conquistato più voti deve trovare nuovi alleati.
Il primo punto da affrontare riguarda il Presidente della Repubblica : e, cioe’ , a chi egli deve affidare l’incarico di Presidente del Consiglio incaricato.
Solo successivamente si mettera’ in moto la macchina delle alleanze.
Ovviamente, in queste scelte l’elettore, ovvero il cittadino, non c’entra niente .
Eppure sono stati gli elettori , con il voto del 4 marzo 2018 , a determinare questa situazione.
Ma procediamo con ordine.
Dall’analisi dell’Istituto Noto Sondaggi emerge una profonda divergenza tra i voleri degli elettori e quelle che sono le prime indicazioni di posizionamento dei leader.
Per esempio, se la Lega chiede un appoggio al Pd, il popolo leghista si dice contrario a un’alleanza coi dem, al contrario se il Pd dice di voler essere all’opposizione in qualsiasi governo i suoi elettori sarebbero favorevoli a un’alleanza con il M5S, non col Centrodestra.
Sullo sfondo, intanto, si profila il cosiddetto Governo di scopo, o se si vuole Governo tecnico o del Presidente. Su tale ipotesi si profilano vari scenari che i sondaggi hanno messo in evidenza.
SCENARIO 1. Governo M5S con appoggio Pd. Da una parte il 59% dei votanti Pd sarebbe favorevole, ma al contempo i fautori di questa alleanza nel M5S sono solo il 49%. Non pochi, ma neanche la maggioranza assoluta.
SCENARIO 2. Governo Centrodestra con appoggio Pd. Gli elettori dei vari partiti hanno la stessa opinione: il 58% di quelli del Centrodestra e il 72% dei dem si dichiara apertamente contraria a questa ipotesi.
SCENARIO 3. Governo Lega-M5S. La particolarità è che solo la maggioranza relativa degli specifici elettorati sarebbe favorevole a questa ipotetica alleanza, ma non quella assoluta. Tra i votanti di Salvini, il 42% vedrebbe in maniera positiva un governo con il M5S, il 40% è contrario mentre il 18% è senza opinione. Tra i pentastellati i favorevoli scendono al 38%, i contrari sono il 36%, una ampia quota, il rimanente 25% non sa prendere una decisione. Tra i votanti del M5S circa 1/3 proviene dal centrodestra, ragion per cui sembrano essere questi quelli più attratti da un governo con la Lega.
SCENARIO 4. Governissimo con appoggio da tutti i partiti. Soluzione più estrema che produce il maggiore dissenso. I favorevoli in ogni partito non superano il 30%.