POLITICHE 2018. TRA M5S E CENTRO DESTRA …FORSE SI’, FORSE NO : INTANTO E’ COMINCIATO IL TOTO CANDIDATI ALLA CAMERA

Roma . Giorni di intenso dialogo , dopo le elezioni del 4 marzo 2018 ,  per la formazione del nuovo  governo che nessuno dei tre schieramenti usciti dal voto può fare da solo.

Forza Italia – con Renato Brunetta – apre a tutto campo, “non solo al Pd, ma anche al M5s”. Intervistato da Avvenire, il capogruppo dei deputati forzisti auspica “il dialogo per le presidenze delle Camere”. Su un eventuale accordo, replica  Luigi Di Maio  candidato premier M5s “Noi siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche – afferma Di Maio – ma chiaramente pretenderemo il riconoscimento del voto degli italiani che ci hanno indicato come prima forza politica del Paese”.

I 5 Stelle, dunque , sono favorevoli al dialogo . E, a quanto pare, con gli “oltre 330 parlamentari tra le due Camere” hanno “praticamente triplicato la forza parlamentare” e rivendicano percio’ una Presidenza.

L’altra, con ogni probabilità, la rivendicherà l’altro partito che ha vinto le elezioni, la Lega di Salvini.

E già è partito il toto nomine: al Senato, in quota Lega, Roberto Calderoli, per Fi Paolo Romani, per il M5s Danilo Toninelli, per il centrosinistra Emma Bonino. Alla Camera, per il M5s Roberto Fico, per Fi Mariastella Gelmini, per i dem Dario Franceschini.

Il centrosinistra , invece, conferma il proprio arroccamento all’opposizione. “In questo momento – dichiara Di Maio – il M5s è determinante. Un governo senza di noi non si può fare a meno che (e sarebbe un clamoroso insulto alla democrazia) non decidano di fare un governo con tutti contro di noi”. “Ma in quel caso – minaccia – sarebbe la loro fine”.
Dopo voto, Di Maio: “Governo senza di noi sarebbe insulto democrazia”

Brunetta, a proposito di possibili alleanze, sostiene che “se si parte dai programmi, più che dalle formule, si scopre che ci sono molte più cose che uniscono”. “Il nostro programma – ricorda – è stato approvato col 37 per cento dei consensi. E lo mettiamo ora al centro del dibattito”. Ma anche “il dibattito sul Def”, sostiene, “da problema può diventare opportunità. Può diventare incubatore della maggioranza”. Insomma, per raggiungere un eventuale accordo, “occorrerà partire dagli aspetti meno divisivi”.

Intanto c’è una presa di posizione del presidente della Conferenza episcopale italiana, Gualtieri Bassetti che al futuro governo chiede “di essere totalmente al servizio della gente e di ascoltarla”. “Chiedo di attuare – ha sottolineato Bassetti, durante la presentazione del volume di padre Enzo Fortunato “Francesco il ribelle” – quello che noi anche nella dottrina sociale della Chiesa chiamiamo il bene comune che è il bene di tutti. Sia un governo di gente retta che pensa ai poveri”.