Politiche ambientali. MALE Caserta con Napoli e Salerno

Il rapporto presentato ieri da Legambiente evidenzia che tutti e cinque i capoluoghi di provincia della regione Campania sono privi di coraggio nell'affrontare le politiche ambientali

Il rapporto presentato ieri da Legambiente evidenzia che tutti e cinque i capoluoghi di provincia della regione Campania sono privi di coraggio nell’affrontare le politiche ambientali. Il rapporto è realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Sono stati esaminati oltre 30mila dati, valutati in base a 18 parametri che determinano la classifica delle performance ambientali delle città capoluoghi di provincia.

Rimpastano le giunte, cambiano gli attori ma alla fine il risultato non cambia: nessuno scatto, nessuna innovazione, nessun beneficio. Certo, c’è pur chi risale la posizione dell’anno, ma si tratta di dati veramente relativi; alla fine se ne ricava un totale immobilismo in tema di politiche ambientali. Così appuriamo che Napoli all’84° posto si piazza stabilmente nella parte bassa della graduatoria, male anche Salerno e Caserta rispettivamente al 75° e 72° posto. Rimandata Avellino che scala qualche posizione e tocca la 65a posizione. Benevento si conferma come palma per i migliori risultati tra i capoluoghi campani con il 47° posto.

“Le città campane -commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- rispetto alle grandi sfide urbane si confermano distratte, svogliate, assenti. Non possono bastare, seppur simbolicamente importanti, le delibere di ‘dichiarazione di emergenza climatica’ fatte da alcune città campane. A quel segnale, a quella presa di coscienza va aggiunto lo sforzo di rivedere il ‘disegno’ delle città convertendo gli spazi di vita quotidiana in maniera ecologica, efficiente e intelligente. Ora più che mai serve un impegno diretto del Governo e una responsabilità da parte delle amministrazioni locali per realizzare un’alleanza vasta e trasversale che metta in rete tutti gli attori in campo per un nuovo rinascimento urbano che, attraverso nuove politiche climatiche, renda possibile una riduzione della spesa per la mobilità o per la casa sostenendo così la capacità di spesa delle famiglie, che con strategie antismog più efficaci o fermando il consumo di suolo sia anche in grado di far germogliare progetti di rigenerazione delle aree urbane e di restituire qualità e dignità alle periferie. Guardando alle città non più come a un semplice elenco di campanili, ma come laboratorio privilegiato di un reale green new deal.”

Per quanto concerne la concentrazione nell’aria di biossido di azoto (NO2) la situazione peggiore si registra a Salerno, dove si è registrata una media 38,4 μg/mc; segue Napoli con 31,3; Avellino 22,7; Benevento 22,0 e infine Caserta con 16,8 μg/mc. Anche per quanto riguarda le concentrazioni di Pm10 i valori medi rientrano nel limite per la protezione della salute umana di 40 μg/mc previsto dalla direttiva comunitaria (l’obiettivo per la salute indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è però di 20 μg/mc). I valori medi vedono in testa Avellino con 34,6 μg/mc; poi Napoli (26,1); Benevento (25,5); Caserta (24,2) e Salerno (19,5). Va ricordato che sia Avellino che Napoli nel 2018 hanno sono andati oltre i 35 giorni annui di superamento del limite dei 50 μg/mc consentiti dalla normativa (rispettivamente 46 e 37 giorni). Negli ultimi anni la concentrazione di ozono negli strati più bassi dell’atmosfera è raddoppiata e sempre più ricorrenti e pericolosi sono i picchi estivi. Nel 2018 in due capoluoghi campani si rileva il superamento della soglia di protezione della salute umana (25 giorni all’anno di superamento del limite giornaliero di 120 μg/mc come media mobile su 8 ore). Si tratta di Avellino (81 giorni) e Napoli (32).

Per quanto concerne l’acqua e la sua depurazione tutti i capoluoghi campani (ad eccezione di Avellino il cui dato non è disponibile) superano la media nazionale di consumi idrici domestici di acqua potabile. A Caserta si arriva a 177,8 litri per abitante al giorno di acqua potabile (probabilmente riconducibili a utenze non soltanto domestiche ma contabilizzate come tali); segue Salerno con 163,1 l/ab; poi Benevento (150,8) e Napoli (150,3 litri).

Per i rifiuti e mobilità solo Avellino supera l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata fissato per il 2012 con una percentuale del 71,8% con il 100% degli abitanti serviti dalla raccolta domiciliare dei rifiuti. Benevento raggiunge il 62% mentre 82% degli abitanti serviti da raccolta porta. Segue Salerno con il 60%, Caserta con il 48,3% e Napoli con 36%.

Con Ecosistema Urbano sono state premiate le Buone pratiche urbane 2019, esperienze che dimostrano che il cambiamento è possibile, anzi è a portata di mano, quando c’è davvero la voglia di creare discontinuità con il passato e di mettere in campo azioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la qualità delle città e la qualità della vita.

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO 2019

Pos. Città Pos. Città Pos. Città
1 Trento 81,20% 36 Padova 57,44% 71 Reggio Calabria 49,26%
2 Mantova 80,59% 37 Pisa 57,11% 72 Caserta 48,62%
3 Bolzano 76,40% 38 Lucca 57,07% 73 Genova 48,38%
4 Pordenone 75,45% 39 Savona 56,99% 74 Grosseto 46,27%
5 Parma 74,72% 40 Pavia 56,40% 75 Salerno 45,96%
6 Pesaro 70,63% 41 Varese 56,30% 76 Rovigo 45,75%
7 Treviso 70,41% 42 Ancona 55,88% 77 Rieti 45,30%
8 Belluno 70,18% 43 Aosta 55,76% 78 Brindisi 45,22%
9 Oristano 69,01% 44 Vercelli 55,58% 79 Monza 43,91%
10 Ferrara 68,55% 45 Cagliari 55,54% 80 Taranto 43,27%
11 Verbania 66,59% 46 L’Aquila 54,63% 81 Campobasso 43,09%
12 Reggio Emilia 65,72% 47 Benevento 54,61% 82 Pescara 42,78%
13 Bologna 65,63% 48 Siena 54,57% 83 Pistoia 42,39%
14 Cosenza 65,52% 49 Arezzo 54,34% 84 Napoli 42,18%
15 Macerata 65,14% 50 Potenza 54,29% 85 Caltanissetta 41,85%
16 Venezia 64,92% 51 Vicenza 54,01% 86 Foggia 41,59%
17 Cremona 63,86% 52 Chieti 53,87% 87 Bari 41,03%
18 Udine 63,84% 53 Ravenna 53,70% 88 Torino 40,28%
19 Biella 63,81% 54 Modena 53,68% 89 Roma 39,85%
20 Cuneo 63,72% 55 Novara 52,53% 90 Imperia 39,48%
21 La Spezia 62,76% 56 Forlì 52,39% 91 Messina 38,67%
22 Sondrio 62,58% 57 Piacenza 52,07% 92 Frosinone 38,45%
23 Rimini 62,16% 58 Ascoli Piceno 52,06% 93 Matera 38,25%
24 Firenze 61,95% 59 Agrigento 51,87% 94 Crotone 37,40%
25 Bergamo 61,43% 60 Asti 51,24% 95 Alessandria 37,27%
26 Perugia 61,32% 61 Lecco 50,98% 96 Massa 36,94%
27 Lodi 61,30% 62 Viterbo 50,97% 97 Trapani 36,16%
28 Teramo 60,26% 63 Enna 50,81% 98 Latina 35,80%
29 Gorizia 60,22% 64 Prato 50,73% 99 Isernia 33,96%
30 Trieste 59,93% 65 Avellino 50,35% 100 Palermo 30,19%
31 Catanzaro 59,36% 66 Lecce 50,02% 101 Ragusa 29,41%
32 Milano 59,33% 67 Verona 49,75% 102 Catania 28,56%
33 Brescia 58,96% 68 Como 49,75% 103 Siracusa NV
34 Terni 58,01% 69 Livorno 49,75% 104 Vibo Valentia NV
35 Nuoro 58,00% 70 Sassari 49,51%