Pranzo OSA. Il Sindaco MARINO : Partire dai piu’ deboli per costruire una comunita’ piu’ forte

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta. ” Siamo qui per stare tutti insieme e vivere questo fuggevole momento di Natale in un clima di serenita’  in nome di Gesu'”.

Queste le parole di Monsignor Giovanni D’Alise , Vescovo di Caserta, che ha presenziato al Pranzo della Solidarieta’ organizzato dai Volontari Osa – Opera Sant’Anna insieme con Don Giovanni Gionti Rettore del Santuario di Sant’Anna e Parroco della Chiesa SS. Vitaliano ed Enrico.

” Non si puo’ parlare di solidarieta’ – ha continuato il Vescovo D’Alise –  senza credere in Gesu’ . In questo tempo celebriamo Dio che si fa uomo e si manifesta in Gesù perfettamente e per sempre. Il Natale  e’ Dio  che sceglie l’uomo come propria “vocazione” di amore: si fa uomo (Incarnazione) e nella realtà umana entra così il divino. E’ tempo di gioia perché Dio dona Gesù anche grazie alla umiltà e alla generosità di Maria e Giuseppe. Noi oggi siamo qui per ricordarci che Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi”.

Il Vescovo D’Alise ha recitato  il Padre Nostro con la folta platea di ospiti ai quali ha poi impartito la Santa Benedizione.

” Questa giornata di solidarieta’  – ha detto il Sindaco di Caserta Carlo Marino – e’ una importante testimonianza di impegno civile e sociale .  Non si puo’ pensare ad un rinnovamento e ad una ripresa della citta’  di Caserta senza  considerare che la crescita  sociale deve partire  proprio da quanti versano in situazione di bisogno”.

” E’ necessario un forte impegno sociale – ha continuato il Sindaco Marino – per sensibilizzare tutti e per costruire una comunita’ piu’ forte”.

” La solidarieta’ – ha affermato la Chef casertana di fama internazionale Rosanna Marziale –  richiede un grande impegno. E’ difficile essere costanti nel fare bene . Dovremmo cercare di essere buoni tutto l’anno e non soltanto a Natale “.

E , per concludere, le parole di Lorenzo, un immigrato afro-tedesco  di 38 anni ospite al Pranzo della Solidarieta’.

” Sono  in Italia da due anni – ci ha raccontato Lorenzo – ed e’ la prima volta che partecipo al Pranzo della Solidarieta’ perche’ un amico me ne aveva parlato. Vivo a Puccianiello in una casa diroccata  ma non ho un lavoro perche’ lavoro in giro non c’e’. Pur sapendo fare il piastrellista , non ho soldi  e vivo dei soldi che mi danno gli altri. Non ho nessuna concreta visione del mio lavoro. La sola certezza che ho e’ la morte”.

Per finire  le parole di Papa Francesco  rivolte  ai poveri, parole che meglio riassumono il significato speciale del Pranzo di Solidarieta’ organizzato da Opera Sant’Anna : ” La povertà porta a estendere la mano a chi sta peggio di noi. Insegnateci, insegnate la solidarietà al mondo”.