PROSEGUONO LE INDAGINI PER TRAFFICO DI ORGANI A C. VOLTURNO

 

CASTEL VOLTURNO (Caserta) – ci sarebbe un traffico di organi a Castel Volturno, patria, o quantomeno il ‘crocevia’, del traffico internazionale di organi e della tratta di esseri umani, soprattutto donne, che finiscono poi sulla strada a prostituirsi per ripagare il debito contratto per raggiungere l’Italia. A rivelarlo,  una indagine sulla mafia nigeriana avviata nel luglio del 2017 dall’FBI, alla quale collaborano le Questure di Caserta, Roma, Palermo e Torino e, a breve, anche la polizia canadese. I federali americani hanno seguito un flusso anomalo di denaro partito da alcuni esponenti della mafia nigeriana negli Stati Uniti e arrivato sui conti di anonimi connazionali a Castel Volturno.

Pubblichiamo la notizia sperando soltanto di  ‘aiutare’ eventuali indagini senza scendere troppo nel merito di una vicenda che se accertata nelle sedi opportune dovrebbe portare a delle pene esemplari da parte di coloro CHE SI ‘MACCHIANO’ di quello che sarebbe un reato ‘estremamente grave’.

Dalle ‘risultanze’investigative’ emerge che per quanto riguarda gli organi, gli inquirenti non riescono ancora a fare luce sulla situazione. Si sa che il fenomeno è fiorente e che Castel Volturno occupa un ruolo fondamentale, ma poco altro: come rivelano alcune indagini di qualche anno fa, un rene costerebbe 60mila euro.

Molto più visibile e conosciuto, purtroppo, il fenomeno della tratta di esseri umani utilizzati per il mercato del sesso. Quando le ragazze arrivano in Italia, vengono costrette a suon di minacce e violenze a prostituirsi, le ragazze finiscono così sulla Domitiana per ripagare il debito contratto con la mafia nigeriana per raggiungere il nostro Paese, che di solito si aggira intorno ai 15-20mila euro.

A tal proposito riportiamo anche un’ ANSA del Sindaco della citta’ castellana  in provincia di Caserta.

«Non conosco i dettagli dell’indagine sul traffico di organi che sarebbe gestito dalla mafia nigeriana, ma di certo non mi meraviglia conoscendone la spietatezza. Lo Stato deve essere più presente a Castel Volturno e risolvere concretamente il problema dei migliaia di migranti clandestini presenti. Il decreto Salvini non mi sembra vada in questa direzione». Così all’Ansa il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, commenta la notizia dell’indagine sulla mafia nigeriana cui stanno lavorando l’Fbi con la polizia di Stato italiana’.

Di certo i «mafiosi» nigeriani – è emerso da numerose inchieste – costringono le donne del loro paese a prostituirsi dopo aver loro sequestrato il passaporto o aver loro praticato riti voodoo, le costringono ad abortire clandestinamente, uccidono e torturano i familiari in patria.

Conclude il ‘primo’ cittadino con queste dichiarazioni nella ‘comunicazione’  divulgata tramite gli uffici comuanli ….. «La mafia nigeriana – spiega – ha sempre operato sotto terra, senza mai intaccare gli interessi dei criminali italiani. Peraltro non ha neanche ha condizionato con le sue attività il funzionamento del Comune, né ha danneggiato i cittadini italiani. Si tratta di organizzazioni che influiscono sulla vita della propria comunità di appartenenza, in cui ci sono migliaia di persone oneste». La vera priorità, per Russo, è risolvere una volta per tutte il problema dei quasi 15mila immigrati clandestini presenti. «Salvini venga a Castel Volturno a dirmi come fare, ma non dica che vanno espulsi perché sa che non è possibile. Si tratta di persone che sono qui da anni e che vi resteranno, anche dopo la sua legge che ha abolito il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Non è togliendo o aggiungendo diritti che si risolverà il problema».