Raccolta rifiuti: è ancora emergenza discariche ad Arzano

Area del campo sportivo emblema del fallimento gestionale. Il consorzio Gema non riesce a dare risposte alla città. Avviati controlli comunali sull’azienda senza antimafia. Il comune non riesce a bandire gare per l’individuazione di nuovi impianti mentre resta ancora sotto sequestro l’isola ecologica di via Cardarelli. Una situazione al limite dell’inverosimile quella che vede il comune di Arzano ancora in affanno.

ARZANO – Raccolta rifiuti: è ancora emergenza discariche. Area del campo sportivo emblema del fallimento gestionale. Il consorzio Gema non riesce a dare risposte alla città. Avviati controlli comunali sull’azienda senza antimafia. Il comune non riesce a bandire gare per l’individuazione di nuovi impianti mentre resta ancora sotto sequestro l’isola ecologica di via Cardarelli. Una situazione al limite dell’inverosimile quella che vede il comune di Arzano ancora in affanno.

E la chiusura dell’isola ecologica posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria per mancanza di adeguamenti normativi ambientali comunali, sta rendendo la situazione ancora più incandescente. E per strada oltre ai rifiuti sversati in modo illecito e in violazione del calendario adottato dal comune, tra poco potrebbe nascere un contenzioso milionario tra il comune e la ex ditta appaltatrice dei rifiuti che vanterebbe dall’ente di piazza Cimmino, circa 1,7 milioni di euro.

Insomma, alle ataviche inefficienze amministrative si somma anche la scarsa civiltà. Da Viale delle Industrie, al centro storico, alla zona Squillace, passando per la provinciale Arzano-Casandrino e la rotonda, fino a via Volpicelli e le rampe dell’Asse Mediano, piazza Cimmino, via Pecchia, piazza Marconi e corso D’Amato il discorso non cambia. Il paese è alle prese con l’emergenza delle mini-discariche a cielo aperto che sorgono in quasi tutti i punti della città.

Per il resto basta farsi un giro per documentare la cattiva abitudine di lasciare i sacchetti e ingombranti in strada, vicino ai contenitori degli abiti usati, a ridosso di cartelloni pubblicitari o peggio ancora, fuori le strutture comunali. E residenti e commercianti minacciano di non pagare la rata della Tari. La situazione è al limite e se non dovesse rientrare in tempi bervi, potrebbe di riflesso incidere anche sulle percentuali della differenziata. Oltre al territorio cittadino, anche nelle zone periferiche vengono prese d’assalto.

Batterie, televisori, amianto, catrame, ingombranti di ogni tipo e scorie con cumuli di rifiuti abbandonati. Accade così, quasi per prassi, che i materiali di demolizione e rifiuti di varia natura, invece di essere selezionati e smaltiti secondo quanto previsto dalle norme in materia, vengono abbandonati in modo abusivo.