di GIOVANNA PAOLINO
CARDITELLO. La Regione Campania ha lanciato il bando per la selezione del nuovo Direttore della Fondazione Real Sito di Carditello .
Angela Tecce è infatti tornata al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il ruolo di Direttore del Servizio II – Periferie Urbane della DGAAP-Direzione Generale Arte Architetture Contemporanee e Periferie Urbane, dopo aver ricoperto l’incarico di direttore della Fondazione fino al 15 novembre 2017.
Il bando per la presentazione delle domande alla carica di Direttore della Reggia di Carditello e’ scaduto il 19 febbraio 2018. Questi i requisiti richiesti per accedere all’incarico : comprovata competenza in materia di tutela, valorizzazione e gestione dei beni culturali e aver maturato esperienze professionali per almeno un quinquennio nel settore oppure dovrà aver ricoperto ruoli dirigenziali, per almeno un triennio, in organismi o enti pubblici o privati. Una voce, poi, e’ interamente dedicata ai dipendenti della Pubblica Amministrazione che abbiano ricoperto ruolo dirigenziale, dato che la Fondazione è interamente composta da soci fondatori pubblici, MiBACT, Regione Campania e Comune di San Tammaro.
Al nuovo Direttore il compito di proseguire le attività della Fondazione anche in questa delicata fase che prevede l’avvio di consistenti cantieri di restauro per i quali saranno impiegati i 5 milioni di euro di fondi PON.
E’ previsto, inoltre, che la Reggia di Carditello si interfacci con la Reggia di Caserta, al fine di creare una sinergia ed un circuito virtuoso efficace tra i due siti borbonici in provincia di Caserta.
Tra i candidati alla carica di Direttore della Fondazione Real Sito di Carditello anche il Dott. Domenico Bovienzo iscritto all’Ordine dei Dottori Agrari e Forestali della Provincia di Caserta , gia’ Direttore di una Multinazionale di Tabacco per 35 anni e specializzato nella Professione Giuridica Agraria in veste di Giudice Agrario del foro di S.Maria C.V.-
” Non ho alcuna remora ad affermare- spiega Domenico Bovinezo- che fino ad oggi per Carditello non e’ stato fatto proprio niente. Il sito e l’area ad esso circostante versa in uno stato di completo degrado ed abbandono”.
Da tempo, Domenico Bovienzo si sta battendo per la riqualificazione della Reggia di Carditello che , al di la’ dei buoni propositi delle associazioni e delle promesse della politica , tarda a venire.
” L’interno della Reggia- continua Bovienzo – continua ad essere impraticabile : rimane solo lo spazio esterno dove la Presidenza Nicolais con il Direttore Tecce hanno sempre sotenuto , nel corso di questi anni, che vi erano le risorse per destinarlo a fattoria zootecnica, puntando sul cavallo Persano, razza creata dai Borbone. Addirittura si era pensato ad un centro nazionale di equitazione,ma fino ad oggi non si e’ visto niente , se non qualche sporadico spettacolino allestito all’interno del sito. Non credo che Carditello, l’altra Reggia di Caserta, possa ridursi a questo “.
Domenico Bovienzo non le manda certamente a dire al Mibact che avrebbe dovuto agire , attraverso Nicolais e Tecce, per la riqualificazione di Carditello.
” Il problema e’ anche un altro – continua- . Queste cariche vengono assegnate dal Mibact non in base alla competenza professionale ed alla conoscenza del territorio , ma in base a legami politici ed a tessere partitiche.
Diversamente non si spiegherebbe come mai nei siti culturali e nei siti Unesco della nostra provincia sono stati chiamati come Direttori o, comunque, Dirigenti, Manager indissolubilmente legati con il partito politico di governo e non professionisti del territorio in grado di apportare alla gestione del monumento il valore aggiunto della conoscenza sul campo”.
Nel 2007 Domenico Bovienzo , nella veste di Consigliere dell’Ordine e di Vicepresidente e Tesoriere del Cup – Comitato Unitario Professionisti presieduto dal Notaio De Donato – si e’ fatto promotore per la costituzione di una Fondazione Professionale di Professionisti per Carditello , promossa da 18 Ordini Professionali , con Camera di Commercio ed Universita’ -Facolta’ di Architettura.
Sempre nel 2007 , il Cup veniva chiamato in audizione per il Real Sito di Carditello dal Senato della Repubblica Commissione Ambiente e Agricoltura . L’audizione si svolse con l’ausilio e con le dichiarazioni di 4 Ordini Professionali : Ingegneri, Architetti, Agronomi e Notai.
Nel 2014 la Fondazione veniva riconosciuta dalla Prefettura e nel 2015 cambia nome : non piu’ ” Real Sito per Carditello ” ma ” Fondazione dei Professionisti per Carditello”, che nel 2017 ha firmato un protocollo di intesa con la ” Fondazione Real Sito di Carditello”.
” Di fatto – spiega Bovienzo – non e’ stato fatto niente per questo sito . Ed ora il cambio al vertice della Tecce : non vorrei che si trattasse di un altro cambio per un altro inutile giro di poltrone utile solo ai fini di eventuali tesseramenti partitici”.
Una vera e propria denuncia quella di Domenico Bovienzo che lamenta la mancanza di un circuito istituzionale in grado di riqualificare il Real Sito di Carditello sorto in una vasta tenuta ricca di boschi, pascoli e terreni seminativi, su di una superficie di 6.305 moggia capuane, corrispondenti a circa 2.100 ettari.
” La riqualificazione di Carditello – afferma l’Agronomo- dovrebbe passare necessariamente attraverso una filiera istituzionale che coinvolga in modo sinergico il lavoro di enti , strutture museali, universita’ e , in particolar modo, la Facolta’ di Agraria, centri di ricerche e sperimentazioni. Dovrebbe essere un lavoro di completa sinergia di tutte le risorse del territorio creando intorno al sito anche un’ attrattiva culturale ed artistica “.
” E’ necessario – continua Domenico Bovienzo – un lavoro di ricognizione di programmazione dell’intera area che fino ad oggi non e’ stato svolto per la effettiva valorizzazione storico – museale- architettonica della Reggia di Carditello “.
Questo il progetto di Domenico Bovienzo per il Real Sito di San Tammaro :
Realizzazione di un Centro Studi di interesse storico – museale avente valenza nazionale ed internazionale.
Programmazione di un’area di ricerca e di innovazione per una filiera agroalimentare e gastronomica.
Allocazione nel sito del Museo dell’Agricoltura.
Allocazione anche del Cavallo Persano ma solo in una parte estrema del sito , quella a nord- est con l’uscita esterna.
Avvio di una politica di risanamento dell’area con l’eliminazione delle montagne di ecoballe.
Realizzazione di un viario fruibile con nuove strade di diritta percorrenza da Est e da Ovest.
Istallazione di segnaletica , oggi inesistente, indicativa del sito.
Utilizzazione dei fondi agricoli di proprieta’ del Real Sito – circa 10 ettari – per parcheggi ed ospitalita’ esterna.
Circuitazione turistica con altri Siti Reali del terrritorio e in stretta collaborazione con altri director, mazionali ed internazionali.
Area centrale ellittica decorata con giardini fioriti e prato inglese.
La perla realizzata dall’architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli, langue di un male incurabile : l’indifferenza e l’abbandono delle istituzioni, male , peraltro, abbastanza diffuso e contagioso nel nostro territorio fra i beni culturali.
Nel 1920 gli immobili e l’arredamento del Real Sito di Carditello passarono dal demanio all’Opera Nazionale Combattenti e i 2.070 ettari della tenuta furono lottizzati e venduti. Rimasero esclusi il fabbricato centrale e i 15 ettari circostanti, disposti a ventaglio sui lati ovest, nord ed est del medesimo complesso, che nel secondo dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno.
Il Consorzio Idrico esplicava il suo ruolo di bonifica e di distribuzione delle acque del Volturno ai coltivatori del bacino fin dagli anni ’60.
Nel 1943 fu occupata dalle truppe tedesche e poi da quelle americane.
Negli anni ’70 la Reggia di Carditello fu poi sede della Cassa del Mezzogiorno in collaborazione con l’Universita’ di Agraria di Portici fornendo , fino alla fine degli anni ’80 , alcuni servizi al territorio.
Nel Real Sito fu poi allocata la TAV,- anni ’90 – per la realizzazione di vari lavori alla condotta del territorio.
Nel periodo 1997/1998 , la Reggia di Carditello fu data in concessione proprio al Dott. Domenico Bovienzo per manifestazioni agrarie , culturali e sociali alle quali parteciparono, fra gli altri Vittorio Sgarbi, Walter Veltroni e il Ministro Pinto.
Dopo questo periodo di rinascita culturale , e con il sostegno dell’Ing. Celentano – Direttore TAV- e dello stesso Bovienzo, furono concessi al Real Sito, tramite la Soprintendenza, 5 miliardi del lotto per il ripristino degli obelischi esterni e della cupoletta centrale e per il ripristino della struttura centrale.
Negli anni 2000, con l’uscita e l’abbandono della TAV, il declino del sito diviene inevitabile : struttura senza sicurezza , guardiania scadente, saccheggio di pezzi di arredamento , dal museo dell’agricoltura ai camini, agli affreschi, ai poggi , alle mattonelle delle scale ,ai massi , allo scalone.
Con ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Ufficio Esecuzioni Immobiliari – dispone la vendita all’asta del complesso monumentale denominato Real Sito di Carditello al prezzo base di 10 milioni di Euro. Il Tribunale ha assegnato il diritto di prelazione al Comune, alla Provincia, alla Regione e al MIBACT. Tuttavia alla fine del 2013 erano già state 11 le aste andate deserte.
L’antica quadreria del Real sito, per anni dispersa in vari musei ed enti statali, è stata recentemente studiata e ricostruita nella sua distribuzione per sale dallo storico dell’arte Maria Carmela Masi.
Dal 2011 al 2013, la Reggia è stata sorvegliata a titolo volontario da Tommaso Cestrone, che più volte aveva cercato di attirare l’attenzione della politica per il recupero del complesso architettonico, nel quale ha trovato la morte, colto da infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013.
Con Massimo Bray ministro del Mibact, nel gennaio del 2014, è stato firmato un accordo preliminare tra la Società Gestione Attività, che ha acquisito i crediti del Banco di Napoli, e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la cessione del complesso edilizio al ministero stesso.[3]
L’accordo prevede una cessione al Mibact, da parte della Sga (quando quest’ultima entrerà in possesso del decreto di aggiudicazione del Tribunale dopo il saldo) del complesso Real Sito Carditello al costo di 2 milioni e mezzo di euro a fronte degli 11 milioni e mezzo di euro sborsati dalla stessa Sga (società che gestisce i crediti del Banco di Napoli) che non ha sollevato il Consorzio debitore dal pagamento dei restanti 30 milioni di euro.
La tenuta è stata riaperta al pubblico l’8 gennaio 2017.