Recupero crediti cassa forense sospesa a seguito di delibera del consiglio dell’ordine di S. Maria C.V.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di S. Maria C.V., riunito nella seduta del giorno 18  febbraio 2022, a seguito di ampia discussione, considerato:

che sono pervenute a questo C.O.A. numerose doglianze in merito alle modalità di recupero dei debiti contributivi da parte dell’ente previdenziale “Cassa Forense”;

che non è in discussione l’esigenza di recupero da parte dell’Ente a tutela dei professionisti iscritti, tuttavia, la perdurante crisi economica vissuta dalla maggior parte dell’Avvocatura, a causa non solo dell’emergenza sanitaria ma anche per il malfunzionamento degli Uffici Giudiziari, soprattutto nel circondario del Tribunale di Santa Maria C.V., che hanno fortemente inciso sulle occasioni di lavoro e sul reddito individuale, rende le modalità strutturate da Cassa forense eccessivamente onerose;

che   in   considerazione   della   permanenza   del   periodo   emergenziale,   allo   stato,   risultano insostenibili le sanzioni, gli interessi applicati, le limitazioni alle rateizzazioni ed i tassi di interesse applicati in caso di rateizzo;

che, inoltre, molte comunicazioni inviate sono infondate e/o errate in quanto riferite a contributi già   versati   e   ad   irregolarità   inesistenti   e   irrilevanti   con   richieste   di   sanzioni   assolutamente sproporzionate ed esagerate.

Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio dell’Ordine, all’unanimità,

 

Delibera  (n. 95)

di chiedere in via di urgenza all’Ente Previdenziale Cassa Forense di:

 

1) sospendere immediatamente le azioni sanzionatorie;

2) prevedere la possibilità di condonare le sanzioni;

3) ridurre le sanzioni allo stato previste;

4) aumentare le ipotesi di dilazione degli importi dovuti e allungare i termini del rateizzo con l’applicazione di tassi di mora non superiori agli interessi legali in vigore;

5) di verificare analiticamente la posizione di ogni iscritto evitando procedure massive che si risolvono solo in un inutile aggravio per gli avvocati e aumentano il clima di sfiducia verso Cassa Forense.