di GIOVANNA PAOLINO
REGGIA DI CASERTA. ” La card del contemporaneo e’ una iniziativa non del Ministero ma della Triennale di Milano, da cui inizialmente la Reggia di Caserta con Terrae Motus è stata esclusa, e mi dispiace, ma sono già in contatto con i Milanesi per recuperare l’esclusione in un progetto che è comunque appena iniziato. Non disperiamo dunque e vediamo come va a finire”.
Con queste parole il Direttore della Reggia Mauro Felicori scende in campo nella questione che ha visto l’arte e la cultura del sito vanvitelliano ricevere ” un sonoro ceffone dal resto dell’Italia ” , ovvero l’esclusione della collezione Terrae Motus dalla card della Triennale di Milano.
La card e’ stata realizzata per 18 musei di arte moderna e contemporanea d’Italia al fine di consentire l’accesso in ognuno di essi per sei mesi, dal primo giugno a fine anno. E’ ‘Contemporaneamente Italia’, nuovo strumento che parte da Firenze e che mette insieme molteplici centri di arte da Nord a Sud Italia.
La card costerà 30 euro e consente un accesso a ognuna delle 18 realtà coinvolte finora nel progetto: Fondazione Mario Merz di Torino; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; Fondazione La Triennale di Milano; Fondazione Prada (Milano e Venezia); Museo del Novecento di Milano; Pirelli HangarBicocca di Milano; Fondazione Musei Civici di Venezia (per Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna e Palazzo Fortuny); MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna; Museo Novecento di Firenze; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato; Azienda Speciale Palaexpo – Palazzo delle Esposizioni di Roma; Fondazione MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma; Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli; e MAN, Museo d’Arte Provincia di Nuoro.
“Si tratta – ha commentato il sindaco Dario Nardella, promotore dell’iniziativa – della prima volta che in Italia uniamo realtà museali dedicate alla promozione del contemporaneo in una rete sovra regionale. Il G7 della cultura, che si svolgerà a Firenze i prossimi 30 e 31 marzo, è l’occasione giusta per lanciare questo progetto, che si svolge sotto gli auspici del Ministero dei beni culturali”.
La Fondazione La Triennale di Milano svolgerà una funzione di coordinamento per gli aspetti relativi alla promozione e allo sviluppo della card. Ogni istituzione sarà titolare degli incassi derivanti dalla vendita delle card presso la propria biglietteria, impegnandosi a riconoscere l’accesso gratuito alla propria sede ai titolari delle card acquistate nelle sedi di tutte le Parti ovvero di tutte le realtà espositive coinvolte nel progetto.
L’esclusione della Reggia di Caserta da questa prestigiosa operazione culturale ed economica pone una serie di interrogativi : il primo, quello piu’ ovvio, riguarda le ragioni di questa esclusione.
Bisognerebbe sapere, ad esempio, se tutto l’iter della collezione Terrae Motus si sia effettivamente concluso . Lucio Amelio, infatti, lascio’ la collezione alla Reggia per testamento , ma , secondo indiscrezioni, sembra che i parenti reclamino il diritto di proprieta’ delle opera e , quindi , la restituzione delle stesse.
E’ recente la discussione sullo stato d’animo di Lucio Amelio, sui risvolti psicologici che condizionarono la sua scelta di destinare alla Reggia di Caserta, e quindi alla Repubblica italiana, una collezione che vale milioni di euro.
Nel maggio 2017 Mauro Felicori aveva aperto un canale di dialogo con la sorella di Amelio.
“Mi sembrava cortese e corretto- ebbe a dire il Direttore – che un dirigente statale allacciasse un rapporto con i familiari di chi aveva deciso di donare la sua preziosa collezione di opere alla Reggia”.
In tal senso Mauro Felicori aveva anche abbozzato un protocollo di intesa per ristabilire questo dialogo. ”
Benché l’Avvocatura dello Stato me lo avesse sconsigliato” ebbe a precisare il Direttore che racconto’ di avere avvertito la sorella di Amelio che sarebbe andato a Pietroburgo per proporre all’Ermitage di esporre Terrae Motus.
A questo punto al Direttore della Reggia di Caserta fu restituita una bozza di intesa riveduta e corretta in cui si faceva riferimento ad una presunta contitolarità della collezione, ipotesi mai contemplata da Lucio Amelio.
“È a questo punto che mi sono ritratto- dichiaro’ Mauro Felicori – Non posso mettere a rischio ciò che è dello Stato. E anche il mio ruolo esige rispetto”.
Altra ipotesi da valutare potrebbe essere quella di trovarsi dinanzi ad un tentativo di fermare l’operazione di valorizzazione della Reggia di Caserta e dell’intero territorio, guidata dal suo Direttore , con la evidente e comprovata capacita’ di coinvolgere un pubblico sempre più vasto.
“Il costante aumento del numero dei visitatori che si registra da oltre 1 anno e mezzo e l’interesse da parte di operatori che scelgono la Reggia per ambientarvi iniziative di diverso genere- ha recentemente commentato Mauro Felicori – significano maggiori risorse da destinare alla gestione del Palazzo e agli investimenti per migliorare la qualità dell’offerta culturale del museo”.
Sta di fatto , per0′, che la Regione Campania Caserta ha assicurato solo 150 mila euro di lavori per il riallestimento della mostra , peraltro gestiti non dagli uffici del Direttore della Reggia di Caserta.
Un dato e’ certo : Mauro Felicori e’ rimasto solo in questa battaglia .
La somma e’ servita solo per gli impianti elettrici, per qualche passata di pennello, per le impalcature e per l’assicurazione .
Adesso da piu’ parti si invoca l’intervento delle Istituzioni : ma quali ?
Il Ministro Franceschini , che pure ha fatto della riqualificazione della Reggia di Caserta, un suo cavallo di battaglia, ora tace ne’ tantomeno al riguardo vi e’ una dichiarazione ufficiale sia da parte del Mibact che da parte della Reggia di Caserta.
Anche se sul punto Mauro Felicori precisa : ” L’iniziativa non e’ del Ministero ma della Triennale di Milano”-
La Collezione Terrae Motus, costituita dopo il sisma del 23 novembre 1980 che devastò la Campania e la Basilicata, nasce per iniziativa e lungimiranza del gallerista napoletano Lucio Amelio (Napoli, 1931-1994), personalità di notorietà internazionale e amico di molti artisti contemporanei.
Dal 1994 la Collezione Terrae Motus, in attuazione delle disposizioni testamentarie di Amelio, che lega la collezione alla Reggia, si snoda nelle retrostanze dell’Appartamento settecentesco, dove occupa uno spazio espositivo di sedici sale. L’allestimento attuale è stato realizzato in occasione del Trentennale del sisma del 1980. Attualmente sono esposte trentasei opere, divise in sezioni “geografiche”, che raggruppano i lavori in base alla nazionalità degli autori. Miquel Barcelò, Tony Cragg, Gilbert e George, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Julian Schnabel sono alcuni degli artisti stranieri qui rappresentati. Non mancano, infine, gli artisti italiani come Carlo Alfano, Enzo Cucchi, Mario Merz, Mimmo Palladino, Michelangelo Pistoletto ed Emilio Vedova, solo per citarne alcuni.
Alla luce dei fatti la situazione e’ molto strana e questo sembra confermare le indiscrezioni secondo le quali , nonostante Mauro Felicori, vi sarebbe una volonta’ di fare tornare la collezione Terrae Motus a Napoli.
Noi , soprattutto adesso, sosteniamo la battaglia di Mauro Felicori e con lui continuiamo a dire ” Fiducia Caserta”