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REGGIA DI CARDITELLO. LA DENUNCIA DEL DOTT. DOMENICO BOVIENZO : ” LA RINASCITA DEL SITO FERMA AL PUNTO DI PARTENZA “.

di GIOVANNA PAOLINO

San Tammaro. La rinascita di Carditello e’ ferma al punto di partenza. Niente di nuovo per la splendida Reggia Borbonica ,   complesso architettonico sobrio ed elegante di stile neoclassico, a meta’ strada tra Napoli e Caserta, destinato da Carlo di Borbone   a luogo per la caccia e l’allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone  in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l’allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini.

La perla realizzata dall’architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli, langue di un male incurabile : l’indifferenza e l’abbandono delle istituzioni, male , peraltro, abbastanza   diffuso e contagioso nel nostro territorio fra i beni culturali.

A lanciare l’allarme  il Dott. Domenico Bovienzo, Agronomo e Presidente della Pro Loco  ” Baia Azzurra”, da tempo impegnato nella battaglia civile, sociale e culturale della riqualificazione di Carditello.

” Non credo che l’avvicendarsi e la venuta dei  vari Ministri , come Massimo Bray o Dario Franceschini  ,  siano servite di fatto alla riqualificazione della Reggia di Carditello. Indubbiamente sono state visite gradite ed hanno rappresentato un buon inizio per la rinascita  del sito,  ma non dobbiamo illuderci piu’ di tanto ” commenta Domenico Bovienzo con amarezza.

Il Ministro Franceschini ha sempre parlato della possibilita’ di realizzare nella Reggia di Carditello   un Ippodromo e un Centro di Addestramento di Equitazione e Falconeria, oltre che della eventualita’ di intraprendere , all’interno del sito,  l’allevamento del cavallo Persano per ripristinare l’antica tradizione borbonica della corsa dei cavalli nell’emiciclo  nel giorno dell’Ascensione.

” Tutto questo non basta –  dice   il Dott.Bovienzo –  Questa e’ solo un ‘idea ma ne mancano ancora 99  affinche’ Carditello possa rivivere  nel suo splendore culturale “.

Una vera e propria denuncia quella di Domenico Bovienzo che lamenta la mancanza di un circuito istituzionale in grado di riqualificare il  Real Sito di Carditello  sorto   in una vasta tenuta ricca di boschi, pascoli e terreni seminativi,  su di una superficie di 6.305 moggia capuane, corrispondenti a circa 2.100 ettari.

” La riqualificazione di Carditello – afferma l’Agronomo- dovrebbe passare necessariamente attraverso una filiera istituzionale che coinvolga in modo sinergico il lavoro di enti , strutture museali, universita’ e , in particolar modo, la Facolta’ di Agraria,  centri di ricerche e sperimentazioni”.

” Ma tutto questo non basta – continua-. Si tratta  di creare intorno al sito anche un’ attrattiva culturale e musicale “.

” Caro Ministro Franceschini –  ribatte Bovienzo –  il decollo di Carditello  puo’ avvenire solo con una sinergia di tutte le forze  del territorio in campo. Come si puo’ parlare di riqualificazione del sito se non si procede ad eliminare , anche con processi di tecnotrasformazioni , le varie discariche che circondano la Reggia ?  E cosa dire del sistema viario e di illuminazione intorno alla stessa ? Praticamente nullo o , nella migliore delle ipotesi, osoleto , proprio laddove , negli anni ’60 si diputavano gare di Formula 1 “.

Il 9 settembre 2016 il  Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, d’intesa con il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha nominato il Professor Luigi Nicolais Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello.

A questo proposito , va detto che Domenico Bovienzo , nella veste di Consigliere dell’Ordine degli Agronomi , Vice Presidente e Tesoriere del Cup – Comitato Unitario Professionisti- e’ stato il promotore della ” Fondazione per Carditello ” , composta da professionisti di 18 Ordini Professionali , con Camera di Commercio e Facolta’ di Architettura, finalizzata alla rinascita del sito.

La Fondazione e’ stata riconosciuta dalla Prefettura di Caserta nel 2014.

” E’ necessario – continua Domenico Bovienzo – un lavoro di ricognizione di programmazione dell’intera area che fino ad oggi non e’ stato svolto  per la effettiva valorizzazione storico – museale- architettonica  della  Reggia di Carditello “.

Questo il progetto di Domenico Bovienzo per il Real Sito di San Tammaro :

  1. Realizzazione di un Centro Studi di interesse storico – museale avente valenza nazionale ed internazionale.
  2. Programmazione di un’area di ricerca e di innovazione per una filiera agroalimentare e gastronomica.
  3. Allocazione nel sito del Museo dell’Agricoltura.
  4. Allocazione anche del Cavallo Persano ma solo in una parte estrema del sito , quella a nord- est con l’uscita esterna.
  5. Avvio di una politica di risanamento dell’area con l’eliminazione delle  montagne di ecoballe.
  6. Realizzazione di un viario fruibile con nuove strade di diritta percorrenza da Est e da Ovest.
  7. Istallazione di segnaletica , oggi inesistente, indicativa del sito.
  8. Utilizzazione dei fondi agricoli di proprieta’ del Real Sito – circa 10 ettari – per parcheggi ed ospitalita’ esterna.
  9. Circuitazione turistica con altri Siti Reali del terrritorio e in stretta collaborazione con altri director, mazionali ed internazionali.
  10. Area centrale ellittica decorata con giardini fioriti e  prato inglese.

Nel 1920 gli immobili e l’arredamento  del Real Sito di Carditello passarono dal demanio all’Opera Nazionale Combattenti e i 2.070 ettari della tenuta furono lottizzati e venduti. Rimasero esclusi il fabbricato centrale e i 15 ettari circostanti, disposti a ventaglio sui lati ovest, nord ed est del medesimo complesso, che nel secondo dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno.

Il Consorzio Idrico esplicava il suo ruolo di bonifica e di distribuzione delle acque del Volturno ai coltivatori del bacino fin dagli anni ’60.

Nel 1943 fu occupata dalle truppe tedesche e poi da quelle americane.

Negli anni ’70 la Reggia di Carditello fu poi sede della Cassa del Mezzogiorno  in collaborazione con l’Universita’ di Agraria di Portici fornendo , fino alla fine degli anni ’80 , alcuni servizi al territorio.

Nel Real Sito fu poi allocata la TAV,- anni ’90 –  per la realizzazione di vari lavori alla condotta del territorio.

Nel periodo 1997/1998 , la Reggia di Carditello fu data in concessione proprio al Dott. Domenico Bovienzo per manifestazioni agrarie , culturali e sociali alle quali parteciparono, fra gli altri Vittorio Sgarbi, Walter Veltroni e il Ministro Pinto.

Dopo  questo periodo  di rinascita culturale , e con il sostegno dell’Ing. Celentano – Direttore TAV-  e dello stesso Bovienzo,   furono concessi al Real Sito, tramite la Soprintendenza, 5 miliardi del lotto per il ripristino degli obelischi esterni e della  cupoletta centrale e per il ripristino della struttura centrale.

Negli anni 2000, con l’uscita e l’abbandono della TAV, il declino del sito diviene inevitabile : struttura senza sicurezza , guardiania scadente, saccheggio di pezzi di arredamento ,  dal museo dell’agricoltura ai camini, agli affreschi, ai poggi , alle mattonelle delle scale ,ai massi , allo scalone.

 

Con ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Ufficio Esecuzioni Immobiliari – dispone la vendita all’asta del complesso monumentale denominato Real Sito di Carditello al prezzo base di 10 milioni di Euro. Il Tribunale ha assegnato il diritto di prelazione al Comune, alla Provincia, alla Regione e al MIBACT. Tuttavia alla fine del 2013 erano già state 11 le aste andate deserte.

L’antica quadreria del Real sito, per anni dispersa in vari musei ed enti statali, è stata recentemente studiata e ricostruita nella sua distribuzione per sale dallo storico dell’arte Maria Carmela Masi.

Dal 2011 al 2013, la Reggia è stata sorvegliata a titolo volontario da Tommaso Cestrone, che più volte aveva cercato di attirare l’attenzione della politica per il recupero del complesso architettonico, nel quale ha trovato la morte, colto da infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013.

Con Massimo Bray ministro del Mibact, nel gennaio del 2014, è stato firmato un accordo preliminare tra la Società Gestione Attività, che ha acquisito i crediti del Banco di Napoli, e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la cessione del complesso edilizio al ministero stesso.[3]

L’accordo prevede una cessione al Mibact, da parte della Sga (quando quest’ultima entrerà in possesso del decreto di aggiudicazione del Tribunale dopo il saldo) del complesso Real Sito Carditello al costo di 2 milioni e mezzo di euro a fronte degli 11 milioni e mezzo di euro sborsati dalla stessa Sga (società che gestisce i crediti del Banco di Napoli) che non ha sollevato il Consorzio debitore dal pagamento dei restanti 30 milioni di euro.

La tenuta è stata riaperta al pubblico l’8 gennaio 2017.

Oggi e’ ancora degrado.

 

 

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