REGGIA DI CASERTA. SERVE CONFRONTO CIVILE TRA IL DIRETTORE FELICORI E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI

di PASQUALE IORIO / LE PIAZZE DEL SAPERE

CASERTA. Sulla stampa e sui social è di nuovo esplosa la polemica tra il direttore Felicori, i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali. Sembra incredibile, ma le ultime dichiarazioni infuocate sono divampate in una fase di forte crescita della capacità di attrazione della Reggia Vanvitelliana, che domenica scorsa ha visto la presenza di oltre 17.000 visitatori e turisti.

Come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, va dato atto al nuovo direttore – ed al suo staff manageriale – di aver saputo fare ritornare ai vecchi splendori uno dei monumenti più belli del mondo (sia la parte museale del palazzo che quella del parco reale), dopo decenni di gestione sonnolenta. Ma come in tutte le grandi aziende, non basta una buona capacità manageriale per per poter gestire complessi processi di crescita – a volte tumultuosa – che richiedono adeguati interventi di tutela, manutenzione e sicurezza.

Per garantire queste funzioni e servizi in modo adeguato e continuativo occorre stabilire corrette relazioni industriali con le rappresentanze aziendali e sindacali per rendere partecipi e motivati gli operatori. Bisogna capire anche se le figure professionali disponibili sono sufficienti per numero di addetti alle varie mansioni e per competenze (che in alcuni casi vanno aggiornate con cicli di formazione mirata) – e per questo ci sono disponibili le risorse accantonate con i fondi paritetici che nella pubblica amministrazione sono anche consistenti.

Da vecchio sindacalista mi permetto di suggerire ai due contendenti di gridare meno sui social media e di provare ad accelerare i tempi, le modalità e le priorità per attivare tavoli di contrattazione e di concertazione. Occorre stabile da subito un clima di confronto civile, anche quando ci sono divergenze, per fare in modo che si instauri una fase di cooperazione e partecipazione, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni tra livelli di direzione e quelli operativi, delle normali attività quotidiane – che sono altrettanto decisive per l’immagine e per l’attrattività del monumento. A tal fine mi sono permesso di avanzare anche una proposta: come si faceva una volta si può provare ad organizzare una conferenza dei servizi per una gestione efficiente e funzionale del grande attrattore.

Infine, come già sta avvenendo con la buona pratica del TCI nel Teatrino di Corte, anche le forze del volontariato e del terzo settore (cittadinanza democratica) possono contribuire con un regolamento di gestione condivisa e partecipata dei beni comuni e dei tesori del nostro patrimonio artistico e culturale.