Tacco di Ghino
Caserta . Continua il nostro viaggio nel labirinto delle alleanze politiche in vista delle regionali 2020.
Oggi, protagonisti del nostro focus sono il Consigliere Regionale Gennaro Oliviero Pd ed il Dirigente Nazionale Psi Francesco Brancaccio.
Sono in molti a pensare che Gennaro Oliviero non saprebbe più a chi santo votarsi , visto che anche a Sessa Aurunca, suo feudo incontrastato, starebbe perdendo consensi giorno per giorno.
In queste ore, pare che diventi sempre piu’ solida l’asse con un altro socialista , Francesco Brancaccio .
Se cosi’ fosse, i due dovrebbero fare i conti con il Consigliere Regionale Luigi Bosco e con il Consulente Regionale Nicola Caputo, i quali pare che non gradiscano la presenza di Oliviero e Brancaccio in Italia Viva di Matteo Renzi.
Intanto l’attivita’ politica di Gennaro Oliviero e di Francesco Brancaccio procede con intensita’, di pari passo tuttavia con i problemi di dialogo all’interno dei loro rispettivi partiti.
Francesco Brancaccio, ultimamente, ha partecipato da primo attore, alla Leopolda di Firenze con Renzi. Secondo indiscrezioni, tuttavia, sembra che Francesco Brancaccio sia isolato all’interno del Psi e , nelle prossime ore, potrebbe addirittura decidere di dimettersi dal partito. Sulla questione sarebbe intenzionato ad intervenire anche Enzo Maraio, a livello nazionale, su indicazione del segretario regionale del partito, Michele Tarantino.
Gennaro Oliviero, invece, si trova a fare i conti all’interno del PD con la Presidente Camilla Sgambato che non avrebbe gradito alcune sue interferenze nella segreteria Cimmino.
In ogni caso, sia per Oliviero che per Brancaccio, alla luce di quanto sta accadendo, Italia Viva sarebbe l’unica garanzia di sopravvivenza politica.
Nel corso del 2020, dunque, il popolo di Terra di Lavoro si potrebbe ritrovare avere due disoccupati politici in più, i quali si andrebbero ad unire a quanti, in caso di elezioni anticipate, resteranno fuori dal Parlamento in seguito alla recente legge sulla riduzione del numero dei deputati e dei senatori.
E questo non sarebbe un caso fortuito: alla fine l’elettorato attivo premia sempre la coerenza.