Regionali Umbria. L’asse Pd-M5s un disastro, i Socialisti insorgono

Nencini, Brancaccio e Maraio pretendono un cambio di passo per risollevare le sorti del Paese

Le elezioni regionali in Umbria hanno confermato tutti i pronostici in termini di risultati elettorali attesi fin dalla vigilia. A farla da padrona indiscussa, come ampiamente previsto, è stata la Lega di Matteo Salvini che con il 36,9% di consensi è riuscita a “conquistare” l’Umbria dopo un cinquantennio di dominio rosso.

Se il centrodestra (seppur a trazione leghista) vince e convince, l’asse Pd-M5s straperde e delude. Questo a dimostrazione del fatto che da un lato i pentastellati hanno perso vertiginosamente i consensi di un tempo a seguito delle scelte fatte in questi anni non condivise da gran parte dell’elettorato, ma soprattutto dall’altro il guazzabuglio di contraddizioni, l’esasperata conflittualità interna e l’assenza di una elaborazione ideale e programmatica ha messo con le spalle al muro il centrosinistra.

Sul risultato politico è intervenuto a gamba tesa il Senatore del Psi Riccardo Nencini che ha dichiarato: “Non è credibile un’alleanza tra partiti che si sono sputtanati fino a tre mesi fa. Non si fa un’alleanza e si propone di estenderla ovunque senza un’idea, un progetto, come hanno fatto Pd e grillini. Non si va come governo a chiudere la campagna elettorale, con tanto di foto proiettata nel futuro, salvo assumere le responsabilità della sconfitta e fare dell’Umbria, erroneamente, un caso nazionale. Tre errori, e tutti gravi. La pancia rancorosa di larga parte del ceto medio italiano e delle fasce più deboli continua a ingrossare la Lega e Fratelli d’Italia. Urge una finanziaria che dia risposte a quel mondo”.

Fallimento totale del patto civico Pd e 5 stelle – ha incalzato invece il casertano Francesco Brancaccio, responsabile nazionale Ecomafie ed Ecoreati del Psi – Ora è meglio che Zingaretti invece di pensare a questi patti scellerati inizi realmente un dialogo con tutte le forze riformiste ed antisovraniste partendo con tavoli di confronto seri ed evitando di scegliere candidati nelle stanze consultando solo il Movimento 5 Stelle. Il centrosinistra è altra cosa. Un abbraccio ed un applauso ai compagni ed alle compagne umbre che hanno affrontato questa campagna elettorale con passione anche dopo aver subito la scelta fatta tra Pd e M5s”.

Ad intervenire sulla questione, tra i Socialisti, è stato anche il segretario nazionale Enzo Maraio che ha affermato: “La sconfitta in Umbria è netta e non ammette appelli. L’antisalvinismo che ha cementato le forze del Governo nazionale non basta per recuperare la fiducia dell’elettorato. Anzi. Occorrono proposte chiare e politiche finalizzate a dare risposte concrete alle esigenze delle persone e ai problemi reali della gente in carne ed ossa.
Questo devono fare le forze del centrosinistra, con spirito riformista”.

Insomma gli animi in casa del centrosinistra continuano ad accendersi ed è evidente che per uscire dal baratro urge una svolta.

“Se la politica continuerà ad essere debole, contraddittoria, parolaia, incapace di trovare gli equilibri, la forza, le vie e gli accordi per fronteggiare una situazione di eccezionale gravità, l’Italia continuerà a sprofondare, come sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, quelli che vedono, quelli che non vogliono vedere e quelli che non arrivano a vedere”. Questo scrisse, tra le tante note, durante gli anni dell’esilio tunisino il leader del Garofano, Bettino Craxi, e questo ci sentiamo di urlare a gran voce al cospetto di un centrosinistra che oggi più che mai dovrebbe fare quello che è nelle sue responsabilità e non quello che è nelle sue possibilità. Gli italiani tutto ciò se lo aspettano, almeno dal centrosinistra…