Blitz dei carabinieri nella Terra dei Fuochi tra le varie provincie di Caserta e Napoli questo in breve quanto accaduto dopo che è stata fatta una retata da parte dei carabinieri: sono stati effettuati controlli a tappeto in quelle aree dei comuni del Casertano e del Napoletano ricadenti nella cosiddetta Terra dei Fuochi, in cui vengono abitualmente sversati rifiuti provenienti da opifici e piccole attività industriali, che di solito vengono poi incendiati; è emerso che la filiera del pellame e del tessile è tra quelle in cui avvengono maggiori violazioni alla normativa ambientale, con aziende che operano senza alcuna autorizzazione, in modo dunque completamente abusivo, e che quindi sversano illecitamente inquinando il territorio.
Negli ultimi giorni i controlli sono stati intensificati e hanno coinvolto 54 opifici situati nei comuni di Napoli, in quelli dell’hinterland partenopeo di Casavatore, Giugliano in Campania, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano e Palma Campania, a San Tammaro nel Casertano e a Solofra in Irpinia.
Nel mirino dunque sono ventinove coloro che sarebbero stati denunciati, questo quello che accadeva: sono stati pertanto denunciati, 29 imprenditori titolari di aziende tessili situate per gran parte nelle province di Napoli e Caserta, ma anche a Solofra (Avellino), ritenuti responsabili di aver smaltito illecitamente gli scarti di lavorazione, sono stati denunciati dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, che hanno passato al setaccio le aree dove vengono abbandonati i rifiuti risalendo appunto alle aziende che li avrebbero smaltiti, provocando così un grave danno all’ambiente; accade infatti il più delle volte che questi rifiuti gettati ai margini delle strade o in aree di campagna, vengano dati poi alle fiamme su indicazione degli stessi imprenditori, per evitare di risalire all’inquinatore, provocando però nubi tossiche e nocive per i cittadini.