A Roccaromana la storia dei sanfedisti e dei briganti diventa lectio magistralis

L'iniziativa e ' stata fortemente voluta dal Sindaco di Roccaromana Nicola Peluso e dal Consigliere Delegato alla Cultura Prof. Francesco Del Monaco

Una vera e propria lectio magistralis  sulla  storia  identitaria della nostra terra  quella che si svolgera’  domenica 17 novembre alle ore 16.30 presso la Chiesa dell’Annunziata a Roccaromana.

L’evento si articola, infatti, nella presentazione del libro ”  Storia della spedizione dell’Eminentissimo Cardinale D. Fabrizio Ruffo” di Domenico Pietromasi ed in un intermezzo teatrale in lingua laborina a cura di Raimondo Rotondi.

L’iniziativa e ‘ stata fortemente voluta dal Sindaco di Roccaromana Nicola Pelosi e dal Consigliere Delegato alla Cultura Prof. Francesco Del Monaco a cui spetta il compito di moderare gli interventi.

Ai saluti del Sindaco, infatti, seguiranno gli  interventi di Claudio Saltarelli Presidente Associazione Id. ” Alta Terra di Lavoro” e di Fernando Riccardi Storico laborino, autore del saggio introduttivo.

Al termine il dibattito con il pubblico.

“L’Associazione Identitaria “Alta Terra di Lavoro”-ha spiegato Francesco Del Monaco –  ha editato la ristampa anastatica della “Storia della spedizione del Cardinale Ruffo”, opera di Domenico Petromasi, risalente al 1801. Un corposo ed assai circostanziato saggio introduttivo a firma dello storico Fernando Riccardi, ricostruisce, passo dopo passo e in maniera dettagliata, la straordinaria impresa che nel 1799 portò il porporato calabrese Fabrizio Ruffo a riconquistare il Regno di Napoli , invaso dai giacobini, con la sua “armata reale e cristiana”, composta in gran parte da volontari raccolti strada facendo sotto l’emblema della Santa Croce”.

Fu allora che nacque l’epopea dei sanfedisti, dei lazzari, degli insorgenti, dei “briganti”, di Michele Pezza, alias Fra’ Diavolo.

Questa vicenda- ha precisato Del Monaco– è stata a lungo bistrattata da una vulgata storiografica troppo partigiana che si è divertita a sminuire il ruolo degli interpreti che hanno realizzato la mirabile impresa la quale ha avuto come palcoscenico anche il territorio di Roccaromana”.

Di particolare interesse il focus sulla lingua laborina , ovvero lingua di Terra Laboris, gia’ Liburia, gia’ Leboria.

Si tratta- conclude Del Monaco- di una lingua rustica che spiega, attraverso i suoni e le parole, come vivevano i briganti, le loro regole , i loro costumi e i loro rapporti interpersonali. Abbiamo voluto omaggiare la nostra terra con un atto d’amore verso le sue radici e verso la sua storia. E’ tempo,ormai, di fare chiarezza”.