S.Nicola la Strada – Nel pomeriggio in Piazza Parrocchia le esequie di Ferdinando Cecere

L’ex Ispettore della Polizia di Stato, 43 anni, era in servizio presso la Questura di Catanzaro e stava frequentando il 108° Corsi per Commissario presso la Scuola Superiore di Roma

SAN NICOLA LA STRADA – La notizia del decesso dell’Ispettore di Polizia Ferdinando CECERE ha gettato l’intera comunità sannicolese sotto choc. La salma del giovane poliziotto arriverà mercoledì, 13 novembre 2019, nella Chiesa “Santa Maria degli Angeli” in Piazza Parrocchia alle ore 12:30, mentre i funerali si terranno alle ore 16:00.

Il rito funebre sarà officiato dal parroco don Franco CATRAME. Alla cerimonia è prevista la partecipazione di numerose Autorità civili, militari e religiose. Poiché si prevede l’afflusso di un folto numero di cittadini, il Comandante del Corpo della Polizia Municipale, Tenente Colonnello Luigi SALERNO MELE, ha emesso l’Ordinanza nr. 53/2019 con la quale, è stato istituito il divieto di sosta dalle ore 11.00 alle ore 19.00 in Piazza Parrocchia, nel tratto compreso dall’intersezione stradale con Piazza Municipio all’intersezione stradale con Via P. Bronzetti, fino all’ingresso dei sotterranei della Chiesa sulla stessa Via P. Bronzetti, con sosta riservata ai veicoli della Polizia di Stato, partecipanti alla Cerimonia Funebre. Il gesto estremo è accaduto venerdì scorso a Roma, nella Scuola Superiore di Roma, dove l’uomo stava frequentando un corso per commissari.

Ferdinando Cecere lascia la compagna Giovanna, la figlia Claudia, il papà Giovanni, la mamma Teresa, la sorella Daniela e tutta l’intera comunità sannicolese dove Ferdinando era notissimo anche perché il papà Giovanni, ex insegnante, è stato consigliere comunale del Ppi nel 1997 e successivamente Assessore alla P.I. ed allo Sport durante la consiliatura del Sindaco Tiscione. I motivi dell’estremo gesto sono ancora sconosciuti. In questo tragico momento vengono alla luce le drammatiche notizie relative ai suicidi nelle Forze dell’Ordine. Numeri impressionanti, tremendi, drammatici: 252 episodi in meno di dieci anni, tra il 2010 e il 2018; nel 2019, sinora, 54 casi, dietro ai quali ci sono servitori dello Stato, famiglie, storie che evidentemente fanno fuoriuscire un disagio. Questa la tesi del Sindacato che arriva a chiamare il fenomeno “strage silenziosa ma continua”.

Tante le potenziali cause che spingono un appartenente alle Forze dell’Ordine a compiere il gesto estremo: motivazioni personali; professionali; familiari ed economiche, eventualmente anche più di una sommate tra di loro. Sarebbero situazioni che necessitano di una risposta immediata e concreta, ed invece l’Amministrazione preferisce trovare sbrigativamente le colpe di questi gesti estremi al di fuori degli ambiti lavorativi. Anche la recente istituzione dell’Osservatorio sui suicidi tra le forze dell’ordine, finora non ha fatto altro che “osservare” (per l’appunto) ed aggiornare le tragiche statistiche.

Invece di seminari, convegni e parole, sarebbe opportuno stipulare accordi con psicologi e psicoterapeuti che, garantendo ai poliziotti l’anonimato e mantenendo lo stretto riserbo anche nei confronti dell’Amministrazione della Polizia di Stato, potrebbero dare ad essi l’opportunità di essere ascoltati ed eventualmente aiutati in un percorso che potrebbe condurli alla risoluzione dei disagi o delle problematiche fonte delle loro preoccupazioni. Francesco SURACI, Segretario Generale Silp Cgil Calabria ha dichiarato: “Venerdì, mentre si trovava a Roma per la frequenza del corso per Commissari, si è suicidato il collega Ferdinando Cecere in servizio presso la Questura di Catanzaro. Una notizia drammatica che lascia senza parole ma che mi convince ancor di più della necessità di continuare ad affrontare con determinazione la questione dei suicidi nelle Forze dell’Ordine.

Lo dobbiamo fare così come avvenuto con il seminario organizzato dalla Segreteria Provinciale del Silp Cgil di Catanzaro lo scorso 15 ottobre 2019, dobbiamo farlo perché è giusto, dobbiamo farlo perché, forse, parlandone potremmo essere d’aiuto a qualcuno che soffre in silenzio. A nome di tutto il Silp Cgil calabrese esprimo sinceri sentimenti di vicinanza alla famiglia del compianto collega”.