dott. Alfredo Forni
Caserta.Con il decreto legislativo numero 14/2019, in attuazione della Legge 19 ottobre 2017, n.155, è stato introdotto in Italia il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che aggiorna la ormai datata legge fallimentare del 1942.
Con il Decreto Milleproroghe in fase di approvazione, tra le tante novità, verrà introdotta la importante riforma delle Societa’ a responsabilità limitata.
La piu’ importante sarà l’obbligo per li amministratori delle stesse che abbiano un volume d’affari importante a nominare un delatore, cioè una figura di controllo dell’attività imprenditoriale. La nuova legge interviene inoltre per regolare la mancata nomina dell’organo di controllo (o revisore legale), anch’esso divenuto obbligatorio al superamento di determinati parametri, attribuendo ai soci delle S.r.l. il potere di denunciare al Tribunale per gravi irregolarità gli amministratori che appunto non provvedano alla nomina dell’organo di controllo. La figura del delatore, quindi, si inserisce in un più ampio contesto di prevenzione della crisi aziendale con l’obiettivo di deflazionare le aule dei tribunali e di poter ottenere notevoli risparmi per la giustizia ed i contribuenti.
Ma cosa ancor piu’ interessante e’ che, così come prevede la nuova normativa, i soci rischiano di dover pagare i debiti delle Srl con il proprio patrimonio personale. Come hanno evidenziato i colleghi commercialisti viene così a decadere il concetto di responsabilità limitata previsto dal diritto d’impresa. Sarà, in ogni caso sempre l’Autorità giudiziale a dover stabilire volta per volta se i soci dovranno concorrere con il proprio patrimonio personale oppure no.
Infatti, prima che cio’ accada, i soci potranno pur sempre dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare la crisi aziendale. Questa norma che tende sicuramente a responsabilizzare maggiormente gli imprenditori e’ volta a maggior tutela dei lavoratori e delle attività produttive, ma anche dell’erario. E’ infatti noto che in ultima istanza chi paga il fallimento di una S.r.l., e quindi le imposte non versate, è sempre la collettività.
Con l’approvazione della riforma sarà inoltre applicata anche alle Srl la disciplina relativa alla responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi relativi alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Ciò significa che anche i creditori di una Srl potranno proporre l’azione di responsabilità verso gli amministratori (sin’ora prevista solo per i creditori di Spa) quando risulta che il patrimonio sociale è insufficiente alla soddisfazione dei loro crediti.
L’intento della riforma della legge fallimentare è quindi non tanto quello di voler scoraggiare la decisione di intraprendere un’attività d’impresa (come molti imprenditori stanno pensando in questi giorni), ma quello di voler rendere la regolamentazione di riferimento più trasparente ed in linea con la normativa che un paese che vuol dirsi moderno deve prescrivere a tutela della collettività.