“Salvatore Morelli, il profeta inascoltato”: sabato il convegno a Sessa Aurunca

Il primo parlamentare a parlare di diritti equiparati tra donne e uomini, oggetto di discussione a Sessa Aurunca.

Se si riuscisse a fermare per un solo istante il brusio che popola Montecitorio, i suoi banchi in pelle rossa, le sue vetrate liberty, la storia che vi è transitata, la Repubblica che si è costruita, si riuscirebbe a sentire una voce alta, di dissenso, quasi fastidiosa. E’ una voce che risuona nei secoli, spinta dalla forza della libertà e della voglia di costruire qualcosa di nuovo, qualcosa di moderno. Tra chi inseguiva la modernità guardando al mondo con occhio positivo, chi inseriva in tutto questo il pretesto per un riarmo, chi permetteva il compimento di un piano reazionario che minava dall’interno le fondamenta dello neo-stato liberale italiano, si levava la voce di Salvatore Morelli. Di certo, a noi non è dato sapere come essa risuonasse nell’eco di quel palazzo allora tanto diverso da oggi – Morelli fu deputato per il Collegio di Sessa Aurunca dal 1867 al 1880 – ma l’immaginazione ce la porge all’udito come gravemente appesantita da una cadenza meridionale. Il biglietto da visita – per un parlamento egemonizzato dagli industriali del nord e i latifondisti del sud – non era dei migliori. Morelli era stato un mazziniano, un reduce dell’anti-borbonismo, poi, un critico del nuovo “regime” di stato basato sulla piemontesizzazione forzata dello stivale. Tutti si aspettavano esattamente ciò che in aula fece: Morelli fu un progressista, un socialista, un femminista, un sovvertitore dei costumi dell’epoca. Un politico così convinto nei propri ideali da presentare proposte di legge e interventi contro la schiavitù domestica femminile, per il divorzio, il doppio cognome ai figli, l’equiparazione dei diritti tra donne e uomini, l’abolizione dell’insegnamento religioso pubblico. Il genio di Morelli fu tale da proporre ciò che nemmeno il più liberale dei partiti avrebbe osato fare, e senza dubbio si trattò di un genio visionario. La lungimiranza sta nell’aver prospettato le conclusioni di un processo di costruzione del welfare state e dei diritti sociali che si avranno solo 100 anni dopo le sue proposte.

L’azione politica del deputato sarà oggetto di un interessante convegno che si terrà a Sessa Aurunca, presso il Salone dei Quadri, nella mattinata del 18 maggio. Illustri ospiti si alterneranno negli interventi per approfondire una figura tanto peculiare. La riflessione maturerà su vari temi: l’operato di rappresentanza del collegio di Sessa Aurunca, l’attività parlamentare, la necessità di costruire il suo personaggio per vocazione o per scelta politica, il femminismo. Cuore della discussione sarà la pubblicazione di un compianto studioso sessano, Francesco Bevellino, che scrisse nel 1990 per Caramanica Editore “Salvatore Morelli. Deputato del Collegio di Sessa Aurunca (1867 – 1880)”. L’evento è stato promosso dall’Associazione “Civiltà Aurunca” e patrocinato dal Comune di Sessa Aurunca, la Pro Loco e l’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano. Qui di seguito pubblichiamo la locandina per maggiori informazioni sull’evento culturale.