Salvini al carcere di Santa Maria Capua Vetere

S. Maria Capua Vetere – L’ex  ministro Matteo Salvini si è recato a Santa Maria Capua Vetere al carcere dove è avvenuta l’aggressione ad alcuni detenuti all’interno della struttura.

Ecco quanto dichiarato a seguito della visita all’ interno del carcere ad alcuni organi di stampa nei pressi del carcere «Le violenze vanno punite e non sono mai giustificabili – ha proseguito Salvini – e lo Stato porga le sue scuse ai detenuti vittime di violenze. Ma degli uomini che indossano la divisa non possono essere sputtanati in terra di camorra. Ricordo – ha proseguito l’ex ministro degli interni – che nei giorni precedenti alle aggressioni ci sono stati in tutte le carceri d’Italia morti, feriti, incendi, devastazioni; ci sono stati episodi di violenza ai danni di uomini e donne in divisa, dall’inizio dell’anno se ne contano 500». Sul perché abbia deciso di arrivare a Santa Maria Capua Vetere Salvini ha così risposto: «Perché qualche organo di informazione sta facendo passare per criminali tutti i 40.000 appartenenti alla polizia penitenziaria.

Se qualcuno ha commesso violenza deve pagare – ha detto Salvini – quando ho visto le immagini sono rimasto sconvolto, però sono venuto qui per dare solidarietà a tutte le forze dell’ordine perché dopo questo disastro e questa che può essere definita una sconfitta dello Stato non passi il messaggio che tutti gli uomini in divisa siano dei criminali”.

 

La giustizia faccia il suo corso e se ci sono stato abusi e violenze con nomi e cognomi questi abusi vanno punite, però non accetto minacce di morte che stanno arrivando di insulti di attacchi anche da parte di clan della camorra. Quindi ringrazio tutte le forze dell’ordine in tutta Italia con tutte le loro divise per il lavoro che fanno”.

Fuori dalla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere era presente anche una delegazione del sindacato di polizia penitenziaria. “In quelle immagini vediamo la frustrazione delle forze dell’ordine – ha detto il segretario Sappe Santa Maria Capua Vetere Emilio Fatterello – condanniamo le violenze ma doveva essere una normale perquisizione dopo le rivolte dei giorni precedenti, poi la situazione è sfuggita di mano”.