San Leucio di Caserta, la nuova Terra dei Fuochi. Ma quale turismo ? I residenti pronti a scendere in piazza

di GIOVANNA PAOLINO

Degrado e abbandono amministrativo.

Questa la situazione ormai predominante nel Borgo  fortemente voluto da Ferdinando IV  di Borbone  e che viene denunciata   con veemenza dalla Pro Loco di San Leucio  pronta a scendere in piazza per tutelare il prezioso Sito Unesco.

All’ordine del giorno , ovviamente ,  gli oramai tristemente famosi odori nauseabondi  che continuano ad infestare il Real Sito e dei quali non si conosce l’origine. Una denuncia sociale e politica molto grave che ha come epicentro uno dei siti Unesco piu’ suggestivi del mondo e che rischia ora di trasformarsi da Terra della Seta a Terra dei Fuochi anche se la fonte non e’ stata ancora ufficialmente identificata.

A scendere in campo Donato Tartaglione e Annibale Bologna, rispettivamente Presidente e Segretario della Pro Loco. ” Alla luce delle problematiche  correlate agli odori nauseabondi  oramai chiaramente avvertiti dalla popolazione – afferma Donato Tartaglione – evidenzio, senza timore di smentita,  che con il mancato risolutivo intervento degli organi preposti, si sta scientemente violando  l’articolo 32 della Costituzione  che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettivita’”.

” E’ evidente – continua Annibale Bologna – che il nostro territorio e’ indifeso amministrativamente ed e’ chiaro che qualcuno sta giocando in  modo chiaro  sulla pelle dei Leuciani e degli abitanti delle frazioni limitrofe”.

Anche Pasquale Napoletano, gia’ Assessore al Bilancio nella giunta Del Gaudio,  che per primo aveva segnalato ai Noe la presenza sul territorio tifatino di odori nauseabondi simili a quello prodotto dalla plastica bruciata, si esprime a riguardo.

” L’aspetto grave di questa vicenda  – dice- e’ il silenzio delle Istituzioni e delle Associazioni Ambientaliste.  La sola certezza e’ che San Leucio  non e’ piu’ citta’ della seta ma citta’ della diossina”.

Incisivo anche l’appello agli Amministratori Politici rivolto da Don Battista Marello Parroco della Parrocchia San Ferdinando Re  oltre che notissimo Artista di fama internazionale.

“Bisogna insistere sul tema degli odori nauseabondi , ad oltranza, rendendo la sua soluzione prioritaria rispetto al filo d’erba non curato o alla lampadina spenta-  afferma Don Battista – . Non c’è tempo da perdere. I nostri rappresentanti politici locali si esprimano unanimi , adoperandosi  per la soluzione di questa emergenza che, da sporadica rischia di trasformarsi in endemica. Gli amministratori saranno ricordati per la soluzione di questi problemi, non per il lampione acceso: una volta tanto dimostrino di avere cura della cosa pubblica.”

Il degrado di San Leucio e’ oramai un dato inequivocabile : e non ci riferiamo solo all’attuale inquinamento da diossina, che lascia supporre la presenza di una discarica abusiva nei pressi del Real Sito, ma anche ad altri aspetti del borgo.

La Parrocchia di San Ferdinando Re- autentico gioiello della architettura neoclassica – ad esempio, versa in condizioni fatiscenti ,  e, nonostante gli appelli di Don Battista Marello, essa continua a perdere pezzi.

Cosa  dire  dell’Infopoint in Piazza della Seta , completamente abbandonato dall’amministrazione comunale e gestito con mille difficolta’ dai volontari della Pro Loco che , periodicamente, e sempre a titolo gratuito, provvedono anche  a ripulire le strade e le aiuole del borgo.

Vera e propria vergogna della citta’, poi, e’ la strada  di transito che porta dalla uscita della variante al borgo di San Leucio: un percorso automobilistico  dissestato e pericolosissimo  , il  biglietto da visita   di quello che e’ diventato il Borgo.

Senza parlare, infine,  dei finanziamenti prima ottenuti dalla Regione Campania con l’ine poi, durante la gestione del Commissario Nicolo’ andati persi,  non si capisce come e perche’, con i quali si sarebbe dovuto provvedere , fra l’  altro, alla riqualificazione del Belvedere e al collegamento con la Reggia di Caserta.

Come se non bastasse sulla vicenda scende in campo anche Mauro Felicori Direttore della Reggia di Caserta .

” Sul Belvedere di San Leucio – ha detto – e’   sbarcata RAI 2 e che San Leucio  non ha  mai ricevuto tanta attenzione come in questo periodo”.

” Non sono dello stesso avviso – commenta Annibale Bologna- oggi parlare di San Leucio  significa parlarne con onesta’. Bisogna capire chi e perche’ ha deciso di provocare nel sito Unesco un gravissimo danno ambientale “.

“Pertanto – conclude- essere realmente  trasparenti  significa permettere a quelle stesse TV che vagano  all’interno dei cortili del BELVEDERE di iniziare a fare giornalismo d’ inchiesta  al fine di contribuire a fare  chiarezza senza essere conniventi con  chi gioca al massacro della salute  dei  residenti”.