SAN MARCO EVANGELISTA. Cicala sottoscrive protocollo per accoglienza richiedenti asilo che prevede l’arrivo in città di 21 migranti

NUNZIO DE PINTO

Cicala sottoscrive protocollo per accoglienza richiedenti asilo che prevede l’arrivo in città di 21 migranti

SAN MARCO EVANGELISTA – L’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Gabriele CICALA, con la deliberazione di Giunta nr. 78 del 14 dicembre 2017, ha approvato, con l’unanimità di tutti i suoi componenti, la sottoscrizione del protocollo per il miglioramento del sistema di accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale che prevede, per la cittadina sammarchese che conta 6.532 residenti, l’arrivo di 21 “richiedenti asilo”. Il protocollo di intesa, firmato lunedì scorso 18 dicembre 2017 nella Sala dei Baroni presso il Maschio Angioino della Città partenopea, vede protagonisti la Prefettura di Napoli, coordinatrice di tutte le Prefetture della Campania in materia di immigrazione, l’ANCI, la città Metropolitana di Napoli, le direzioni del Parco Archeologico di Pompei e la Reggia di Caserta e si compone di nr. 6 articoli. Per quanto riguarda l’accoglienza dei richiedenti asilo e protezione internazionale ad oggi, dei 550 comuni della Regione Campania, solo 79 di questi hanno presentato progetti di accoglienza alla rete SPRAR. Ed è una sonora sconfitta per il Governo Nazionale che non è riuscito a coinvolgere tutti i Comuni d’Italia in questa gara di solidarietà ed è sempre un flop che si abbatte sempre sugli stessi comuni che sinora hanno dato ampia disponibilità ben oltre alla quota governativa di 2,5 richiedenti asilo ogni 1.000 residenti e vengono ancora una volta “spremuti a suon di soldi” che vengono concessi ai Comuni. Anche i 21 migranti previsti per la città sammarchese sono ben oltre la quota prevista. Al fine di razionalizzare il sistema di accoglienza dei migranti superando le criticità collegate alle grandi aggregazioni, nel dicembre 2016 il Ministero dell’Interno ha elaborato, in accordo con ANCI, un Piano di distribuzione sull’intero territorio nazionale dei richiedenti asilo basato su criteri di proporzionalità e sostenibilità attraverso la definizione di un numero di presenze rapportato alla popolazione residente nel Comune, appunto 2,5 ogni 1.000 residenti. Il predetto Piano mira al definitivo superamento dell’accoglienza straordinaria in favore della accoglienza integrata ed inclusiva gestita dalla rete SPRAR, rendendo gli enti locali protagonisti delle scelte di programmazione del proprio territorio, facilitando anche un concreto percorso di integrazione dei medesimi nelle collettività locali, consente di incrementare i livelli di sicurezza, attenuando il rischio di conflittualità, a vantaggio della percezione di sicurezza dei cittadini e della coesione sociale. Con il D.L. nr. 91 del 20 giugno 2017 è stato previsto un sostegno economico dello Stato agli oneri a carico dei Comuni per i servizi e le attività funzionali all’accoglienza e all’integrazione dei migranti con un contributo di importo superiore per le progettualità aderenti alla rete SPRAR e con la possibilità di assunzioni flessibili in deroga al tetto di spesa. Il sistema indicato può rappresentare un’occasione di sviluppo dei territori in quanto crea nuovi posti di lavoro rivitalizzando, al contempo, tutti quei centri , soprattutto dell’entroterra, a lungo interessati dallo spopolamento. La legge 13 aprile 2017 nr. 46 prevede la partecipazione dei richiedenti protezione internazionale ad attività di utilità sociale in favore delle collettività locali, su base volontaria attraverso la stipula di appositi protocolli di intesa, che tengano anche conto delle peculiarità del territorio regionale. Il contesto territoriale  della Regione Campania è caratterizzato da numerosi siti archeologici e monumentali, tra i quali il parco archeologico di Pompei e la Reggia di Caserta, per la cui tutela, manutenzione e preservazione, la Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia e la direzione della Reggia di Caserta intendono avviare progetti sperimentali rivolti ai cittadini stranieri richiedenti asilo che, in base ad un’adesione volontaria e gratuita, potranno svolgere attività di utilità sociale presso i predetti siti archeologici e monumentali, favorendo migliori condizioni di integrazione sociale.