È stata inaugurata, nella serata di venerdi’ 7 settembre 2018, la personale di Giulio Festa. È una mostra fotografica dal titolo “Che cosa sono le nuvole”. La mostra, ospitata nei locali dell’associazione “Alterum”, in via Appia, 102, San Nicola la Strada, sarà visitabile tutti i giorni fino a giovedì prossimo dalle 18 alle 20.
Si tratta di quindici foto, che, a prima vista, sembrano slegate l’una dalle altre, ma a ben vedere si nota che un fil rouge le lega tutte, perché trattano dei valori e delle emozioni che stanno alla base della nostra vita, valori ed emozioni che vengono esplicitati, molte volte anche inconsciamente, magari in momenti semplici, quasi neutri della nostra esistenza. Si tratta di riflessioni sul nostro modo di essere uomini che vanno evidenziate perché – in un momento in cui l’uomo è preso dal vorticoso modello economico della produzione a tutti i costi e senza sosta e dalla sempre più imperante tecnica, oramai regina indiscussa della nostra esistenza – fermarsi un attimo, riflettere su sé stessi, sul vero scopo della nostra vita, sui valori che la devono sostanziare, significa riprogettare completamente la propria vita, significa lasciare tutto ciò che significa orpello, accessorio, ornamento, significa capire la caducità della nostra esistenza ed intraprendere allora un nuovo percorso, più semplice, più genuino, ma alla fine un percorso che è realmente umano e naturale, perché bisogna pur porsi il problema della propria esistenza in relazione con i propri simili e con la natura, la quale va rispettata ed amata.

Giulio Festa ci racconta che ha scelto il bianco e nero proprio per esaltare quanto più è possibile i valori e le emozioni che vanno al di là dell’apparenza. Il bianco e nero, ci spiega, riesce a porre l’osservatore in una posizione più libera, perché non è catturato dai colori. Fotografare in bianco e nero significa andare al di là di ciò che si muove davanti all’occhio del fotografo, significa cogliere il magma virtuoso di ciò che fa uomo chi si ha di fronte. Ogni foto proprio per meglio consentire questo viaggio dell’osservatore è corredata di una frase di uno scrittore. “Ecco perché ho scelto questo particolare titolo “Che cosa sono le nuvole”. In verità è il titolo del cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, seppur questo titolo ha alla fine il punto interrogativo. Sono arrivato a questo cortometraggio perché ho partecipato alla presentazione del libro Pasolini e lo sguardo del Poeta di Lorenzo Sangalli, edito da Giuseppe Vozza Editore, che ha fatto un accurato studio su di esso, mettendo in luce i tantissimi significati simbolici di cui è impregnato il corto di PPP. E poi sono stato colpito dalla frase finale “straziante meravigliosa bellezza del creato”, che, mi preme sottolineare, sono proprio le ultime parole recitate da Totò, perché di lì a qualche mese terminerà la sua esistenza terrena.”
Va ricordata, inoltre, la sensibilità dell’associazione “Alterum” ad ospitare un evento culturale così importante. Titti D’Abbraccio, nella sua qualità di presidente, ci ricorda che “Alterum” è impegnata a promuovere mostre fotografiche e pittoriche, a presentazioni di libri, a laboratori creativi, a corsi di yoga, non disdegnando la promozione anche di mercatini.
Insomma è tutto un insieme di progetti ed energie a cui è piacevole prendere parte attiva.
