SAN NICOLA LA STRADA – Dopo un primo intervento sulle strade sannicolese a più alta densità di buche pericolose, l’Amministrazione comunale sta provvedendo ad un ulteriore intervento su altre arterie stradali del territorio cittadino. Tuttavia, anche gli interventi precedentemente effettuati hanno fatto “storcere il naso” a numerosi residenti che hanno notato e fatto notare anche attraverso numerose foto pubblicate sui numerosi siti online relativi alla Città sannicolese.
In merito è intervenuto anche l’avvocato Corrado Mandati con una sua accurata relazione. “Lo sperpero sistematico di denaro pubblico nella realizzazione di manufatti mal costruiti e destinati a deteriorarsi in tempi rapidissimi. Dopo anni di attenta osservazione abbiamo visto emergere una tendenza consolidata che si può riassumere in due cicli, uno breve che di solito si ripete varie volte nel corso di un anno, e uno lungo, che si ripete ogni 4 o 5 anni. In sostanza, quel circolo per niente virtuoso che macina soldi pubblici attraverso la sistematica costruzione non a regola d’arte e poi la manutenzione fasulla delle strade. Le strade nuove o le riparazioni lasciano in breve il posto a crepe, avvallamenti e voragini sull’asfalto. Tutti interventi in più da appaltare.
E ricomincia il giro: nuovo affidamento dei lavori, nuovo lifting superficiale e dopo poco ancora rischi e rotture che ci costringono a rally e gimcane. E magari si dà colpa alla pioggia. Un degrado a suon di appalti che produce una selva di pericoli che hanno responsabili ben precisi. La viabilità sempre più spesso fa pietà; i soldi dei cittadini vengono spesi inutilmente; cala la sicurezza stradale e con essa la serenità del nostro muoverci a piedi o motorizzati; i contribuenti sono costretti a riparare i propri mezzi che si usurano e si rompono. L’assuefazione al degrado, tanto che ormai la maggior parte dei cittadini crede che è normale avere strade piene di buche e non si scandalizza se l’asfalto appena steso si rompe e si sgretola. È bene, invece, non lasciarsi assuefare e anestetizzare dai fabbricanti di insicurezza stradale e sperpero di danaro pubblico. Stop a chi fa male o ripara male le strade NO BUCHE stop incidenti:
1. La Pubblica Amministrazione progetta la costruzione di o la manutenzione di una strada,
2. Si dà l’appalto alla ditta privata;
3. La ditta costruisce la strada, o effettua la manutenzione straordinaria, con scientifica sciatteria;
4. I tecnici della Pubblica Amministrazione collaudano l’opera e la ditta viene pagata;
5. Dopo poco si creano avvallamenti, fessure, buche e rotture;
6. La pioggia si infiltra e rammollisce la terra sottostante, passano i camion ed il gioco è fatto: la strada è una mulattiera;
7. I cittadini protestano, parte la campagna di disinformazione che annuncia: “La pioggia provoca le buche sulle strade”;
8. Ci scappa qualche incidente, meglio se grave e col morto;
9. Si stanziano d’urgenza soldi per tamponare l’emergenza e si dà l’incarico di tappare le buche ad una ditta (magari la stessa che ha provocato il disastro!) con procedura a chiamata diretta (senza gara d’appalto);
10. La ditta “ripara” le buche con palate d’asfalto alla meno peggio. I detriti vengono abbandonati sulla strada o di lato.;
11. Le “riparazioni” durano poco. Torna la pioggia e la strada ridiventa mulattiera. A questo punto, o si torna al punto 7 (ciclo breve ripetuto più volte in un anno) o si va al punto 1 (ciclo lungo, ogni 4-5 anni). F.to Corrado Mandati