SAN NICOLA LA STRADA. Giornata della Legalità 2019 nel Salone Borbonico

I saluti portati dal Sindaco Vito Marotta, a cui seguiranno gli interventi dell’Assessore all’Istruzione Maria Natale, dell’Assessore all’Ambiente Lucio Bernardo, della giornalista e scrittrice Anna Copertina, del Sostituto Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dr.ssa Stefania Pontillo, il Gruppo Scout di San Nicola la Strada.

SAN NICOLA LA STRADA – Martedì 19 marzo 2019, presso il Salone Borbonico si terrà la Giornata della Legalità 2019 organizzata dall’Amministrazione comunale con una citazione di don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso per mano dei killer della camorra il 19 marzo 1994: “Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, de denunciare”. La Giornata della Legalità 2019 inizierà alle ore 9,30 con i saluti istituzionale del Sindaco Vito Marotta, a cui seguiranno gli interventi dell’Assessore all’Istruzione Maria Natale, dell’Assessore all’Ambiente Lucio Bernardo, della giornalista e scrittrice Anna Copertina, del Sostituto Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dr.ssa Stefania Pontillo, il Gruppo Scout di San Nicola la Strada.

Seguiranno gli interventi musicali a cura dell’Accademia Musicale Yamaha con Rosa Iannelli al pianoforte, Carmela Raucci al clarinetto. Voci di Luisa Borriello e Giovanni Russo. Nel 25esimo anniversario dell’uccisione di don Peppe Diana, bisogna sottolineare il ruolo che ricoprono i Profeti: “Il profeta è colui che non deve tacere perché annunzia una meta verso la quale dirigersi.

La prepotenza della camorra sulle vite serpeggia ancora nel nostro tessuto e non può diventare endemico, come lo stesso don Peppe ammoniva in quel documento del 1991 intitolato “Per amore del mio popolo”. L’amore, invece, non tace: ecco perché siamo chiamati ad essere profeti e ad annunziare qualcosa di grande, cogliendo le sensibilità coloro che sono mossi da quella profonda passione che ci spinge a vivere insieme e a camminare fianco a fianco.

Dobbiamo fare in modo che tutto il territorio casertano colga l’occasione per compiere un’analisi seria affinché la morte di don Peppe in futuro non risulti inutile. Oggi ricordiamo come Don Peppe fosse “uno di noi, uno scout; molti giovani hanno conosciuto don Peppe dai racconti dei fratelli e delle sorelle che lo hanno vissuto profondamente, questi racconti ci forniscono l’impulso e le motivazioni per continuare a camminare insieme anche nel solco della sua memoria”.