SAN NICOLA LA STRADA. Giornata in ricordo della Vittime innocenti di Mafia, Pio Feola, parta dalla famiglia e dalla scuola la lotta a tutte le mafie

SAN NIOLA LA STRADA

Giornata in ricordo della Vittime innocenti di Mafia, Pio Feola, parta dalla famiglia e dalla scuola la lotta a tutte le mafie

SAN NICOLA LA STRADA – 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime innocenti di Mafia: il 2018 segna la 23esima edizione dell’evento promosso dall’associazione “Libera” di Don Luigi Ciotti con l’intenzione non tanto di “commemorare”, quanto di diffondere la cultura della legalità attraverso il ricordo di chi non c’è più, caduto sotto i colpi di faide e di vendette incrociate. Un fenomeno che non riguarda solo l’Italia e che infatti vede coinvolti nelle iniziative della Giornata tutto il continente, oltre all’America Latina. Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome. Il 1° marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. “Sconfiggere tutte le mafie per favorire sviluppo e occupazione nel Mezzogiorno è una priorità che deve partire prima dalla famiglia e poi dalla scuola e deve trovare nelle Istituzioni un vero e proprio baluardo”. Ad affermarlo è l’ing. Pio Vincenzo Feola che il 21 ottobre 1992 perse suo padre, Vincenzo, imprenditore di San Nicola la Strada caduto sotto i colpi della camorra. “Il 21 marzo” – ha aggiunto l’ing. che quel giorno aveva solo 17 anni – “è la data in cui tutti dobbiamo tenere viva la memoria di 997 vittime innocenti di mafia e gli oltre 60 sindacalisti uccisi per mano criminale, che hanno pagato con la vita il loro impegno in difesa dei diritti e della dignità del lavoro. Nel 2018 si muore ancora per mano mafiosa, ma in apparenza per la maggior parte dei casi si continua a parlare di vittime solo ricordando personaggi noti, attraverso approfondimenti e fiction dedicate, mentre nomi e storie comuni non trovano posto nella memoria nazionale. È per questo che abbiamo bisogno di una Giornata per ricordare tutte le vittime. Per non rischiare che quei nomi e quelle storie cadano nell’oblio”. Ventisei anni fa, 21 ottobre 1992, San Nicola la Strada scriveva una delle sue pagine più tristi. Un coraggioso imprenditore disse NO alla camorra: il gesto gli costò la vita. Vincenzo Feola, industriale del calcestruzzo, fu ucciso, all’età di 58 anni, in un agguato teso dalla camorra all’ingresso del suo stabilimento sul galoppatoio di Viale Carlo III^. Quindici colpi di pistola, alle sei e mezza del mattino. Stava entrando, a bordo di una “Mercedes”, nel suo stabilimento di calcestruzzi, alle porte di Caserta. Vincenzo Feola, 58 anni, imprenditore del settore tra i più conosciuti in Campania, ex assessore comunale di San Nicola la Strada – il paese in cui era nato e risiedeva – non ha avuto scampo. Venne trovato al sedile di guida, adagiato sul volante, da un guardiano notturno, richiamato dagli spari. Una chiara esecuzione camorristica. Polizia e carabinieri indagarono sull’attività della vittima in un settore dove da tempo aveva allungato i tentacoli la criminalità organizzata. Non venne trovato nessun legame con la trascorsa attività politica di Feola, nato socialdemocratico e poi transitato nelle fila repubblicane, fino a diventare assessore al traffico. Per abbandonare definitivamente l’ attività politica nell’ 88, quando non fu rieletto al consiglio comunale, nella lista dell’Edera. Vincenzo Feola era titolare della “Appia Calcestruzzi”, la cui sede era sul vialone Carlo III^, ai confini tra San Nicola la Strada e Caserta. Un’azienda con un vasto giro d’ affari. Facendo concorrenza ad altre società, alcune delle quali – come hanno dimostrato anche indagini della magistratura – risultano controllate da “colletti bianchi” della camorra. Imprenditore capace e preparato, Feola era un uomo onesto, pulito. Il suo coraggio e la sua determinazione nel difendere a tutti i costi questi grandissimi valori, gli costò la vita. San Nicola la Strada ha il dovere di non dimenticare mai un suo adorato figlio sepolto dal sangue della violenza. Noi non dimentichiamo.