SAN NICOLA LA STRADA. Il fresato in Via Levi, l’Arpac ordina la bonifica dell’area dove il comune aveva depositato il materiale

SAN NICOLA LA STRADA

Il fresato in Via Levi, l’Arpac ordina la bonifica dell’area dove il comune aveva depositato il materiale

SAN NICOLA LA STRADA – Che qualcosa non andasse nel fresato (materiale proveniente dal disfacimento del manto stradale costituente rifiuto) che il Comune di San Nicola la Strada aveva depositato nella zona di proprietà comunale compresa tra Via Carlo Levi e Via Leonardo da Vinci, ci deve essere stato se l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania è venuta, Martedì 26 giugno 2018, a fare un sopralluogo sul luogo de quo . Pare, infatti, che l’ARPAC, a seguito del sopralluogo, abbia ordinato la rimozione e lo smaltimento del materiale pur precisando che non è possibile allo stato dichiarare se i rifiuti siano tossici o inquinanti, ma, comunque, sono stati abbandonati in un luogo pubblico. Troverebbe così fine la diatriba, non solo politica ma anche ambientale, che aveva contrapposto i Consiglieri comunali del Gruppo Misto Raffaele della Peruta  e Tullio Vaccari  all’Amministrazione comunale del Sindaco piddino Vito Marotta , che guida la Città grazie all’aiuto della destra di Domenico Sortino ed alla civica di Antonio Megaro . I due consiglieri avevano protocollato lo scorso 15 febbraio 2018 al nr. 3564 una interpellanza con la quale avevano chiesto al Sindaco Vito Marotta chiarimenti relativamente alla “problematica del deposito di materiale bituminoso nella zona di proprietà comunale” e dove è stato escluso “… con certezza danni ambientali….”. Di seguito pubblichiamo il testo della predetta interpellanza: “Gli scriventi consiglieri comunali Raffaele della Peruta e Tullio Vaccari, preso atto: – dell’avviso di manifestazione di interesse prot. n. 11582 del 10/07/2017 inerente l’appalto dei lavori di rifacimento del manto stradale di diverse strade cittadine per un importo a base di gara di 147.414,91 euro oltre a oneri ed IVA; – del verbale Area Tecnica n.01 del 18/07/2017 riportante nr. 10 ditte estratte a sorte su nr. 85 operatori economici interessati a partecipare alla gara; – del verbale Area Tecnica n.02 del 25/07/2017 con cui il Presidente di gara dava atto della graduatoria formatasi a seguito dell’esame delle offerte presentate in sede di gara; – del verbale di gara n.03 del 04 Agosto 2017 relativo all’aggiudicazione provvisoria in favore della ditta DIGECO s.r.l. con ribasso del 46,67% sull’importo a base d’asta; – della Determinazione Area 3-Tecnica Reg. Gen. nr. 621 del 04/12/2017 con la quale si approvava lo stato finale dei lavori ed altresì si liquidava la somma complessiva di 86.575,59 euro di cui 78.705,08 euro a favore dell’aggiudicataria e di 7.870,51 euro di Iva trattenuta dall’Ente per riversarla allo Stato, con parere favorevole del Responsabile del Servizio in ordine alla regolarità tecnica; Tenuto conto: del verbale nr. 79 del 31/10/2017 della VI^ Commissione Consiliare Permanente di “Garanzia e Controllo” durante la quale si discuteva della problematica del “deposito di materiale bituminoso nella zona di proprietà comunale compresa tra Via Carlo Levi e Via Leonardo da Vinci e delle perplessità espresse dai cittadini per il tramite dei Consiglieri presenti all’adunanza; – della richiesta di accesso agli atti di cui al prot. nr. 1125 del 15/01/2018 relativamente ai formulari di identificazione dei rifiuti da scarificazione del manto stradale e/o altra eventuale documentazione autorizzativa inerente il trasporto in discarica, e della successiva comunicazione di cui al prot. nr.1140 del 15/01/2018 con cui il consigliere proponente la medesima informava il Sig. Sindaco della mancata esibizione da parte del Responsabile Area Tecnica della documentazione richiesta; della Sentenza nr. 39568 del 28/10/2005 Cass. Pen. Sez. III e del D.L. 5 febbraio 1997 nr. 22, a cui è sottoposto, in tema di disciplina dei rifiuti , il fresato di asfalto proveniente dal disfacimento del manto stradale costituente rifiuto; Per tutto quanto esposto SI INTERPELLA Il Sig. Sindaco o Suo delegato per sapere e conoscere: in forza di quale procedura amministrativa si è provveduto a variare l’esecuzione dei lavori, con il deposito del sopracitato materiale sul terreno comunale sito in Via…. foglio…part…, in luogo alle opere di trasporto in discarica autorizzata controllata e relativo smaltimento; quali indagini e/o accertamenti di tipo tecnico-ambientale sono stati eventualmente effettuati ed hanno permesso lo sversamento del materiale fresato sul terreno comunale interessato, ove la vegetazione in precedenza era presente, escludendo con certezza danni ambientali; quale motivazione ha legittimato il pagamento integrale in favore della ditta appaltatrice per 78.705,08 euro, se tuttavia non si è provveduto alle opere di “trasporto del materiale a discarica autorizzata controllata” e “smaltimento” previste dal computo metrico ed ammontanti a 19.572,68 euro tenuto conto del ribasso da aggiudicazione del 46,47%”. L’interpellanza rifletteva, quindi, su argomenti di carattere ambientale nonché sul quesito economico che si configura in un danno erariale per le casse comunali (ancora più grave visto che il Comune è in dissesto finanziario). I ricorrenti avevano anche accusato l’Ente di non aver ottenuto l’accesso alla documentazione come richiesto al Settore Tecnico in data 15 gennaio 2018 (in pratica era stato loro negato l’accesso agli atti e per tale motivo, in pari data, 15.01.2018 con nota prot. nr. 1140, avevano immediatamente avvisato il Sindaco. Infatti, i due consiglieri del Gruppo Misto si erano anche recati, sul finire del mese di marzo 2018 presso la locale Stazione dei Carabinieri dove presentarono un esposto indirizzato a S.E. il Sig. Prefetto di Caserta ed alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere al fine di accertare se sussistano i presupposti relativi ad una palese “violazione dell’obbligo di risposta nei termini di legge ad interpellanza in Consiglio Comunale ed a richiesta di accesso agli atti”. Insomma, con quanto ordinato dall’ARPAC, sembra che i due consiglieri avessero ragione.